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Altri sei decessi nel Pordenonese per Covid, le vaccinazioni giornaliere aumentano a 350

Il virus uccide ad Aviano, Maniago, Pordenone e Sacile. Sedici i contagiati alla “Umberto I”, proseguono i tamponi

PORDENONE. Sei decessi per il Covid-19 nelle ultime ore in provincia, ma dal Santa Maria degli Angeli arriva anche una buona notizia: da lunedì aumenterà il numero delle vaccinazioni quotidiane.

Teresa Poloi, 86 anni, di Giais di Aviano e una donna di 81 anni di Pordenone sono morte sabato al Santa Maria degli Angeli. Due le vittime maniaghesi: Umberto Perin, 91 anni, morto ieri, e Nino Polesel, 80, mancato il primo giorno del 2021. Ieri è mancato anche Mauro Francescut, 61 anni, di Sacile, mentre venerdì scorso1 era deceduto un 69enne di Pordenone.



Continua a essere alto il numero dei ricoveri e dei posti letto occupati nei reparti Covid di Pordenone e Spilimbergo. Ieri la direzione dell’azienda ha chiesto alle due Rsa Covid, quelle di Sacile e di Maniago, di ricoverare anche in un giorno festivo, per liberare posti letto nei reparti dell’ospedale cittadino.

Continua la campagna di vaccinazioni all’ospedale di Pordenone, per ora riservata agli operatori sanitari. Si è cominciato mercoledì con i primi 210, ma ieri il numero è salito ed è destinato ad aumentare. Ieri sono stati vaccinati 252 operatori al centro trasfusionale.

Le procedure sono rapide: si viene chiamati e si entra nel primo locale dove due dipendenti dell’azienda ritirano i moduli richiesti per la vaccinazioni. Si passa poi alla somministrazione vera e propria e infine si è indirizzati a una stanza per la consueta osservazione post vaccino, che viene fatta in ogni tipo di profilassi.

L’AsFo (Azienda sanitaria Friuli occidentale) ha cominciato le operazioni con una certa prudenza, prendendosi il tempo necessario per valutare quanto tempo effettivamente serva per la singola somministrazione. Per questo motivo, dopo alcuni giorni di rodaggio il numero dei vaccinati è aumentato e da lunedì sarà, di 350 dalle 13 alle 20 ogni giorno feriale.



Comincerà la settimana prossima la campagna anche nelle strutture per anziani. I primi a essere vaccinati saranno gli ospiti che possono esprimere il consenso informato alla vaccinazione. Per chi non può farlo dovrà essere nominato un amministratore, secondo quanto disposto dal tribunale. Alle case di riposo di San Vito, Spilimbergo e Pasianosi sono aggiunte la Umberto I di Pordenone, dove i contagiati (trasferiti al piano superiore) sono arrivati a 16 e proseguono i tamponi fra operatiori e ospiti, e quella di Sacile. Chiuso ufficialmente ieri il focolaio alla casa di riposo di Aviano.

Secondo il consigliere regionale del Pd Nicola Conficoni nelle case di riposo la situazione continua a essere preoccupante «e impone di procedere speditamente con la campagna di vaccinazione. Nella Destra Tagliamento – ha proseguito – le residenze per anziani scontano in negativo anche i ritardi dell’AsFo.

Lo scorso novembre la direzione centrale salute ha raccomandato che i test rapidi sui dipendenti vengano eseguiti con cadenza bisettimanale ma, mentre a Udine la locale azienda sanitaria ha subito fornito il materiale, a Pordenone questo non è ancora avvenuto cosicché al momento i costi vengono sopportati dalle Asp. Nel nostro territorio, dunque, l’aiuto economico della Regione è fondamentale».


 

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