Cashback flop annunciato: migliaia di euro sprecati e cittadini traditi

La cosa più facile da dire sarebbe “l’avevo detto”. L’operazione “Cashback” non serve a nulla. Ma il flop è andato oltre le mie previsioni. Sì perchè, come si diceva un paio di settimane fa, non solo non serve a contrastare l’evasione (non tutti hanno il Pos nonostante sia obbligatorio dal 2014), non solo farà spendere, inutilmente, soldi allo Stato per rimborsare quei 5 milioni 800 mila italiani che hanno scaricato l’app “IO” (la copertura di bilancio prevista dal Governo per dicembre era di circa 228 milioni), ora c’è il rischio concreto che lo Stato garantisca in modo parziale il rimborso promesso.

Il centrodestra parla di scherzo di carnevale. Di truffa. Il periodo sperimentale era cominciato l’8 dicembre e si è concluso l’ultimo giorno dell’anno. Una misura che l’attuale Presidente del Consiglio aveva illustrato con grande enfasi e con tanto di slide dedicata durante la conferenza stampa del 3 dicembre scorso e che, nelle intenzioni del Governo, avrebbe dovuto rappresentare un modo per favorire i consumi interni nelle attività del commercio di vicinato, pesantemente colpite dalle restrizioni del primo e del secondo lockdown e, grazie all’utilizzo dei pagamenti elettronici, contrastare l’evasione fiscale.

Da un lato, la spesa degli italiani nel periodo natalizio ha segnato un crollo, con una contrazione di circa 2 miliardi rispetto all’anno precedente secondo i dati del Codacons (-20%... e chi l’avrebbe mai deto?), dall’altro lato i circa 5,8 milioni di italiani che hanno attivato tramite l’app “IO” il cashback avranno in media poco più di 35 euro di rimborso sugli acquisti effettuati in questo periodo. Ciò in virtù della copertura di bilancio prevista dal Governo per tale misura, circa 228 milioni di euro per il 2020.

Una dotazione finanziaria che, come chiaramente indicato nel decreto attuativo, non potrà essere superata, con la conseguente riduzione proporzionale del rimborso spettante ad ogni cittadino per gli acquisti effettuati nel dicembre dell’anno scorso.

Altro che i 150 euro a persona promessi (il 10% su ogni operazione fino a un massimo di 15 euro e minimo dieci operazioni). Ma non finisce qui. Il provvedimento, diviso in semestri, sarà in vigore ancora per un altro anno e mezzo fino alla fine del primo semestre 2022, con una dotazione finanziaria di ulteriori 4,1 miliardi, proveniente dalle risorse del Recovery Fund! Chiedo: ma siamo nelle condizioni di poter buttare via i soldi in questo modo?

Tutti questi miliardi, tutti questi bonus servono davvero a rilanciare l’economia? Infine una nota tecnica: a molti, fra i 5,8 milioni di persone che hanno scaricato “IO”, non sono state registrare le operazioni. In alcuni casi: una su venticinque... Meglio così: lo Stato potrà risparmiare qualcosina.

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