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Sacile si mobilita: «Aiutiamo la ragazza che lancia i sassi contro le stazioni»

SACILE. Sacile si mobilita per aiutare la ragazza che passa le giornate in stazione ferroviaria e poi lancia sassi contro le vetrate. È una trentenne immigrata dal Gambia, in Italia da 2015, e ha mostra comportamenti anomali. È irregolare e già raggiunta da un foglio di via.

Si è messa nei guai tre volte lanciando sassi contro i vetri della stazione in piazzale Libertà e anche a quella di Casarsa. «I servizi sociali del Comune devono intervenire per aiutare la ragazza in stazione che è una persona vulnerabile – incalza Gianfranco Zuzzi con il Movimento McapS –. Rimane per ore nell’atrio, seduta vicino al termosifone e sembra tranquilla. Ma per due volte ha raccolto alcuni sassi nella massicciata e ha infranto la vetrata della porta in stazione e la vetrina dell’edicola. Ha bisogno di aiuto e di accoglienza: l’assessorato alle politiche sociali faccia qualcosa».



LE PROPOSTE

La Caritas diocesana è stata contattata da due immigrati che hanno incontrato la ragazza della stazione. «Ci hanno segnalato il caso della trentenne e ci siamo subito attivati – dice il volontario Danilo Pavan –. L’accoglienza sarebbe possibile in un alloggio-hotel a Vittorio Veneto, oppure abbiamo proposto di sostenere una famiglia a Sacile disposta a accogliere la ragazza. Ma gli intermediari non ci hanno più risposto e questo dispiace: purtroppo non abbiamo a disposizione delle strutture di sostegno».

La trentenne del Gambia era stata accolta nel 2015 nel centro immigrati di Amantea, con altri compagni di viaggio dall’Africa all’Italia e poi ha fatto perdere le sue tracce. In dicembre 2020 è arrivata in stazione a Sacile.

«Vogliamo aiutare la ragazza della stazione – sottolinreano alcuni residenti vicino al piazzale Libertà –. Non parla italiano e l’abbiamo invitata a casa nostra, ma ha rifiutato». Le suore della Carità nella parrocchia Duomo offrono il cestino del pranzo tutti i giorni a una quindicina di poveri e anche alla ragazza che passa tante ore nell’atrio della stazione.

IN STAZIONE

Le porte chiuse scattano nell’atrio nei giorni festivi quando l’edicola e la biglietteria non sono in servizio per paura di altri atti vandalici. A Capodanno “serrata” di 24 ore, per scongiurare il pericolo dei vetri infranti: a Natale la “sassaiola” della ragazza ha infranto la vetrina dell’edicola.

«L’edicola dovrà pagare i danni, con l’assicurazione privata, per sostituire la vetrina infranta il giorno di Natale – aggiunge Zuzzi –. L’immigrata del Gambia, nota come “lanciatrice dei sassi”, li raccoglie sui binari e poi li lancia, ma mette se stessa e gli altri in pericolo. Non possiamo rimanere indifferenti». In dicembre l’immigrata ha lanciato sassi e frantumato la porta a vetri che dà sui binari. La Polfer è intervenuta a Natale per bloccarla prima del secondo lancio contro l’edicola». –


 

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