Gel, mascherine e smart working: al Comune di Udine l’emergenza Covid è costata 3 milioni

Un terzo della spesa per aiuti alimentari alle famiglie in difficoltà.  Laudicina: i contributi di Regione e Stato non saranno sufficienti


UDINE. Le prime spese per far fronte all’emergenza sanitaria sono state fatte per acquistare gel e mascherine. Poi sono arrivati i pannelli protettivi e sempre più spesso c’è stato bisogno di sanificare uffici e scuole. E, quando gli uffici hanno chiuso, il Comune ha dovuto fornire ai dipendenti nuovi computer adeguando anche i software per gestire lo smart working. Più di un milione è servito per distribuire prodotti alimentari alle famiglie in difficoltà. Dall’inizio della pandemia l’elenco è in continuo aggiornamento e il conto complessivo sfiora già i tre milioni di euro.



«L’ente ha dovuto affrontare diversi nuovi interventi conseguenti all’emergenza causata dal Covid-19 - riassume l’assessore al Bilancio, Francesca Laudicina -. La situazione puntuale sarà quantificata in via definitiva solo in sede di approvazione del bilancio consuntivo 2020, ma al momento siamo già arrivati a 2 milioni e 950 mila euro».



Solo per i servizi di pulizia e sanificazione il Comune ha speso 680 mila euro mentre 515 mila euro se ne sono andati per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati in strutture di emergenza Covid. Tra gli altri costi, tutti riportati nella tabella qui accanto, troviamo anche i 189 mila euro che sono serviti per il software necessario a consentire il lavoro da casa ai dipendenti, i 136 per l’acquisti di materiale antinfortunistico e i dispositivi di protezione individuale, e i 122 mila euro per sanificare i giochi sistemati nelle aree verdi.

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Soltanto per la gestione dei consigli comunali fuori sede (nel salone del parlamento in castello) l’investimento è stato di 23 mila euro. «Il Comune - spiega Laudicina - ha ricevuto finanziamenti dallo Stato e dalla Regione per far fronte all’emergenza, ma i contributi non copriranno tutti i costi sostenuti».



E oltre ai costi, Palazzo D’Aronco si è trovato a dover fare i conti con minori entrate. Nei primi otto mesi del 2020 il Comune di Udine ha incassato 17,7 milioni di euro, a fronte dei 22,5 milioni di euro della media rilevata nel triennio 2017-2019. «Le tasse locali sono state sospese o ridotte per aiutare le famiglie e le attività commerciali che si sono trovate in difficoltà per l’emergenza sanitaria - sottolinea l’assessore -. Le minori multe invece si spiegano con il lockdown che ha costretto quasi tutti gli automobilisti a rimanere a casa». A pesare sul fronte delle entrate sono stati soprattutto i 3 milioni di euro di minori incassi per il gettito Imu di imprese e famiglie.

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