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La promessa di Arcuri a Fedriga: rinforzi a breve per le vaccinazioni

Il personale medico dovrebbe arrivare entro il 20 gennaio. In consegna giovedì a Udine altre 5.850 dosi 

UDINE. Il commissario straordinario Domenico Arcuri ha promesso a Massimiliano Fedriga l’invio di personale sanitario di rinforzo in Friuli Venezia Giulia, come negli altri territori, per consentire alla Regione di accelerare sul piano vaccini. Nel frattempo giovedì 7 gennaio è attesa la consegna delle dosi finali della seconda tranche di vaccino Pfizer-Biontech, mentre il via libera da parte dell’Ema al prodotto di Moderna fa pensare che alcune fiale della società americana possano arrivare in regione già la prossima settimana.



Massimiliano Fedriga e Riccardo Riccardi, mercoledì 6 gennaio, hanno partecipato in mattinata all’ennesima videoconferenza di questa pandemia con il Governo. Dall’altra parte del tavolo (virtuale) erano seduti il ministro della Salute Roberto Speranza, quello degli Affari regionali Francesco Boccia oltre ad Arcuri. Al centro della discussione c’è stata essenzialmente la questione del personale di rinforzo alle Regioni che il Governo ha promesso, ma non ha ancora concretizzato.

Arcuri, da parte sua, ha assicurato che il bando nazionale in materiale è di fatto concluso, che nei prossimi giorni si procederà alla stipula dei contratti del personale stesso e che, quindi, questo verrà smistato nei territori. Inizialmente il commissario aveva proposto, per questa prima fase, l’invio di tre persone. Fedriga ha fatto notare che il numero non poteva essere sufficiente, che l’utilizzo di medici e infermieri regionali comporta un aumento di difficoltà in altri settori, a partire dalla gestione dei tamponi molecolari, e ha chiesto un numero maggiore di sanitari.

Alla fine Arcuri pare aver acconsentito ad aumentare la quantità di personale – soprattutto medici perché sembra che in relazione agli infermieri ci sia qualche difficoltà in più di reclutamento – e a smistarlo entro il 20 gennaio con la speranza di anticipare i tempi alla prossima settimana.

A proposito di vaccini, inoltre, martedì in regione è arrivata la seconda tranche di dosi di Pfizer-Biontech dopo la scorta iniziale che ha consentito al Friuli Venezia Giulia di avviare il programma nel pomeriggio del 30 dicembre. In Friuli Venezia Giulia sono transitate per Udine 9 mila 360 dosi di vaccino – calcolate su un paniere di sei inoculazioni a fiala – dirette poi agli ospedali di Tolmezzo, Monfalcone e Cattinara. In seguito a una riprogrammazione di Pfizer-Biontech, invece, le 5 mila 850 dosi destinate al capoluogo friulano – che portano il totale di questa seconda tranche a 15 mila 210 unità e il complessivo dallo scorso 30 dicembre a quota 27 mila 175 – arriveranno questa mattina, consentendo al Santa Maria della Misericordia di “rimpolpare” le proprie dosi di prodotto.




Una buona notizia, intanto, è arrivata da Amsterdam dove l’Ema, mercoledì 6 gennaio, ha dato il proprio benestare al vaccino di Moderna con l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) che questa mattina riunirà la Commissione tecnico-scientifica per esaminare il dossier della società americana e garantire la necessaria autorizzazione all’immissione in commercio e all’utilizzo su scala nazionale.

L’arrivo nel nostro Paese delle dosi di vaccino Moderna, inoltre, è previsto già dalla prossima settimana, anche se va sottolineato come per questo tipo di prodotto la Commissione europea non abbia investito con forza come per quello di AstraZeneca – per cui si spera nel via libera a fine gennaio – oppure, pur in maniera minore, quello di Pfizer-Biontech. Complessivamente, nei prossimi tre mesi, giungeranno in Italia 1 milione e 300 mila dosi di vaccino Moderna – 100 mila a gennaio, 600 mila a febbraio e altrettante a marzo – a cadenza settimanale. Un numero che aumenterà sensibilmente nel corso del secondo e terzo trimestre dell’anno quando è prevista la consegna, ogni 90 giorni, di 4 milioni 711 mila dosi.

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Il vaccino di Moderna, a differenza di quello di Pfizer-Biontech non soltanto è leggermente più economico – siamo sull’ordine dei 16 euro e 50 centesimi contro 20 –, ma anche più facilmente conservabile. Se il prodotto di Pfizer-Biontech, infatti, necessita sul lungo periodo di frigoriferi in grado di mantenerlo a una temperatura compresa tra -60 e -80 gradi, Moderna ha realizzato un vaccino che si mantiene perfettamente funzionante per sei mesi a -20 gradi, ma soprattutto dura fino a 30 giorni a una temperatura compresa tra 2 e 8 gradi. Esattamente come per il vaccino Pfizer-Biontech, inoltre, si basa sul concetto di Rna e necessita di due iniezioni a distanza, più o meno, di un mese l’una dall’altra.

Le fiale di Moderna diventano fondamentali, come poi lo saranno in maniera ancora più forte circa 40 milioni di dosi di AstraZeneca destinate al nostro Paese teoricamente entro giugno, per accelerare nel programma locale di vaccinazioni ed evitare anche rischio di restare senza scorte di dosi. Attualmente, in sintesi, le prenotazioni complessive per la prima dose di vaccino – tra iniezioni già effettuate e da effettuare – si muovono attorno alle 23 mila unità. Per la seconda invece ci sono poco meno di 7 mila persone prenotate.


 

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