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Sui tetti a togliere neve: la scelta di Toni e Bepo i “custodi” di Pani

I fratelli Adami hanno rispettivamente 81 e 77 anni. «Ogni giorno dobbiamo raggiungere le nostre mucche»

RAVEO. Alla loro età salgono ancora sui tetti per scaricarli dalla coltre bianca. Con la prima nevicata il blackout è durato tre giorni in quota, ma loro hanno sempre due generatori pronti per mungere le loro mucche. La tv li raggiunge con notizie e previsioni meteo. Bepo e Toni non si muovono da Pani di Raveo da due settimane, ma hanno chi in famiglia fa la spola e porta loro a mille metri di altitudine la spesa.

Non che occorra granché a questi due tenaci uomini di montagna: Giuseppe Adami (per tutti Bepo)e il fratello Antonio (Toni), dall’alto dei loro 77 e 81 anni, infatti molte contromisure in queste situazioni, avendo azienda agricola e vivendo qui da sempre, le prendono da tempo.

Ma non scendono a valle, la viabilità li preoccupa. Quasi un metro di neve ammanta ancora la conca di Pani, magico angolo di Carnia dove vivono Bepo, la moglie Velia, Toni, e in due case vicine, Gianni e Manuela con i figli e Michela e Carlo con la figlia. In tutto dieci persone, una famiglia molto affiatata.

La strada è stata pulita dal Comune di Enemonzo, ma la neve sul fondo si è compattata e ghiacciata: «4x4 e catene, altrimenti non vai – dice Bepo – e già così è complicato. Gianni, Manuela, Carlo e Michela scendono per andare al lavoro, ma non è semplice tornare su – dice preoccupato –. Una volta, quando non avevamo le auto e c’era la neve, si andava su e giù con le ciaspe e il mulo (portavamo su la spesa così).

Era per certi aspetti più facile muoversi allora». Bepo torna con la memoria a vent’anni fa per ripescare tante nevicate e una coltre bianca così duratura in Pani. Ieri mattina era sul tetto di casa a pulirlo dalla neve. «C’è sempre lavoro qua – continua – c’è da spalar neve, per far la strada per andare su nella stalla e attorno».

La neve non ferma i suoi ritmi quotidiani. «Noi siamo operativi sempre – racconta – ho quattro mucche. Facciamo formaggi e ricotte, lavoriamo ogni giorno, le mucche hanno bisogno di noi ogni giorno, neve o non neve. Ci sono stati blackout, ma non tanti. Con la prima nevicata invece la corrente era andata via tre giorni, ma noi abbiamo i generatori, necessari per mungere. Saranno 15 giorni che non scendo a valle. Se mi serve qualcosa me lo portano Gianni, Manuela, Michela o Carlo, chi di loro scende. Una volta la neve mi piaceva, adesso non tanto.

D’inverno è difficile lavorare in montagna». Tutt’attorno il silenzio. Qualcuno arriva fin lassù con sci o ciaspe, i cervi invece da un mese sono scesi. La volpe gironzola ovunque. «È qui ogni sera – racconta Bepo – a cercare cibo. Ho anche tanti gatti qui in giro, sono 12-13, do loro da mangiare. Purtroppo dai paesi qualcuno quando ha un gatto in più lo carica in auto e lo abbandona in montagna. E arrivano da noi».

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