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Coronavirus, scendono in campo i medici di base: possiamo fare le vaccinazioni ma prima immunizzateci

I professionisti sono pronti ad aiutare per tagliare tempi e costi Kussini e Beltrame (Fimmg): siamo in 900 e abbiamo in mano i dati dei pazienti

UDINE. «Siamo in novecento e possiamo dare un grosso contributo alla campagna vaccinale regionale, ma prima dobbiamo essere immunizzati contro il Covid-19. Con il nostro contributo si possono tagliare tempi e costi dell’operazione complessiva». Khalid Kussini, il segretario provinciale della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg), offre alla Regione la collaborazione di un esercito di camici bianchi pronti a iniettare il vaccino anti Covid ai rappresentanti delle categorie protette e a breve agli ultra ottantenni.

Kussini pone sul piatto un piano che, a suo dire, potrebbe ridurre l’onere anche economico della campagna e il ricorso al personale esterno. «Il bando pubblicato dal commissario Arcuri prevede, a livello nazionale, l’assunzione di 12 mila infermieri e 3 mila medici, sono numeri importanti che – continua Kussini – possono essere ridotto impiegando i 45 mila medici di famiglia presenti in Italia». Prima però anche i medici di base devono potersi sottoporre al vaccino. «L’ho già prenotato – afferma il segretario provinciale della Fimmg – l’appuntamento mi è stato dato per il 16 gennaio».


I medici di medicina generale fanno parte dei lavoratori della sanità e quindi saranno tra i primi a ricevere il vaccino. È solo una questione di tempo tant’è che le prenotazioni vengono già raccolte e smistate. La proposta della Fimmg non è banale anche perché i medici di medicina generale sono presenti sul territorio e conoscono lo stato di salute dei pazienti.

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La proposta della Fimmg lanciata a livello nazionale e rimbalzata anche in Friuli Venezia Giulia, prevede il coinvolgimento dei medici di medicina generali che nei loro ambulatori o in spazi comuni possono contribuire alla somministrazione della doppia dose di vaccino. Comprensibilmente, i camici bianchi si mettono a disposizione dopo aver ricevuto, a loro volta, le due dosi di vaccino anti Covid. «Noi dobbiamo essere immunizzati per primi – insiste Kussini – dopodiché, come facciamo per la campagna antinfluenzale, possiamo iniziare a vaccinare». Il rappresentante della Fimmg ripropone l’accordo raggiunto lo scorso novembre per i tamponi rapidi. In quel caso la Regione riconosce un gettone di 18 euro per ogni tampone effettuato negli ambulatori dei medici di base, 12 se lo stesso test viene fatto negli spazi aperti dalle Aziende sanitarie. Da qui il conteggio che fa dire a Kussini: «In sei, otto mesi possiamo garantire le vaccinazioni che, senza il nostro impegno, richiede almeno due anni e una spesa sicuramente maggiore».

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La Fimmg quattro conti li ha già fatti. «In Italia dobbiamo fare milioni di vaccinazione e con 45 mila medici di medicina generale possiamo farne 900 a testa» chiarisce Kussini applicando gli stessi parametri in Friuli Venezia Giulia. «Chi meglio di noi può contribuire alla campagna vaccinale, non dimentichiamo che noi abbiamo tutte le informazioni anagrafiche dei pazienti» fa notare ancora il segretario provinciale della Fimmg sottolineando, però, di non aver avuto ancora alcun contatto con la Regione anche perché, al momento, non è facile delegare ai medici di medicina generale la vaccinazione. Non lo è per ragioni logistiche visto che il vaccino prodotto dalla Pfizer BioNtech va conservato nei frigoriferi a meno 70 gradi.

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A soffermarsi sulle difficoltà della campagna vaccinale è il componente del direttivo regionale della Fimmg, già assessore regionale alla Sanità, Ezio Beltrame, secondo il quale la disponibilità dei medici di medicina generale non potrà essere raccolta in tempi brevissimi. «Stiamo iniziando ad affrontare la questione – precisa Beltrame – la disponibilità c’è ma in questo momento c’è più di un problema organizzativo da risolvere. Non dimentichiamo che il vaccino prodotto da Pfizer-BioNtech richiede la catena del freddo e in Friuli Venezia Giulia ci sono cinque centri (Udine, Pordenone, Trieste, Monfalcone e Tolmezzo) dotati dei frigoriferi.

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Organizzare i turni in altre sedi non è così semplice». Beltrame non frena, ma preferisce analizzare la situazione per capire come lui e gli altri medici di medicina generale della regione potranno davvero essere utilizzati per velocizzare i tempi della vaccinazione e per arrivare prima possibile all’immunità di gregge. È fuori dubbio che il vaccino prodotto da Moderna appena autorizzata dall’Agenzia europea del farmaco (Ema) è più facile da gestire. Non richiede la catena di distribuzione in ultra freddo e tantomeno il ghiaccio secco.

Facile immaginare quindi che i medici di medicina generale scenderanno in campo per somministrare il vaccino di Moderna. Nel frattempo il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, ringrazia i professionisti e ribadisce, come ha fatto molte volte in questi ultimi mesi, che «la collaborazione dei medici di medicina generale è importantissima anche nella campagna vaccinale». Apprezza inoltre l’elevata adesione al vaccino che stanno dimostrando i medici di famiglia. La loro partecipazione è fondamentale proprio perché contribuisce a dare un segnale di speranza soprattutto ai cittadini.

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Il possibile coinvolgimento dei medici di medicina generale, l’altro giorno, è stato affrontato anche dalla Conferenza Stato-Regioni. Veneto e Piemonte si stanno già muovendo su questo fronte, mentre in Friuli Venezia Giulia si inizia appena a parlarne. Considerato che il richiamo va fatto almeno tre settimane dopo la prima iniezione, si può stimare che la maggior parte dei medici di medicina generale sarà pronta tra circa un mese. Nel frattempo, il ministro alla Salute, Roberto Speranza, saluta con favore questa disponibilità: «I medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, come tutto il personale sanitario, hanno la priorità nelle vaccinazioni» ha fatto sapere il ministro non senza ricordare che il piano strategico già prevede «il ruolo fondamentale dei medici di famiglia in fasi diverse della campagna di vaccinazione anti Covid-19». La nota del ministro è arrivata dopo l’intervento del presidente nazionale Fimmg, Silvestro Scotti, che aveva sollecitato l’immunizzazione dei professionisti.

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