Fondi dalla Regione per la lotta al bostrico «Flagella i boschi»

TOLMEZZO

Contro il bostrico in Carnia e Canal del Ferro la Regione ha stanziato quasi 500 mila euro. A riferirlo è il consigliere regionale Luca Boschetti, che segnala l’impegno dell’assessore Pierpaolo Roberti a favore dei Comuni, sul recupero dei mancati introiti dei proventi causati dal bostrico sui boschi di proprietà di questi enti. Con lo stanziamento della Regione a Tolmezzo vanno 24 mila euro, a Verzegnis 14 mila, a Ravascletto 19.400, a Cercivento 11 mila, a Sutrio 20 mila, a Paluzza 14.500, a Treppo Ligosullo 27 mila, a Paularo 52 mila, a Zuglio 8.200, a Lauco 7 mila, a Ovaro 7 mila, a Prato Carnico 5.800, a Comeglians 2.300, a Rigolato 11 mila, a Forni Avoltri 52 mila, a Sappada 12.900, a Enemonzo 4.500, a Socchieve 22.900, ad Ampezzo 44 mila, a Sauris 8.700, a Forni di Sotto 23.500, a Forni di Sopra 10 mila, a Moggio 24 mila, a Chiusaforte 4.700, a Pontebba 13.400.


«Un’altra tranche arriverà – aggiunge Boschetti – tramite l’assessorato alle Risorse agroalimentari, guidato da Stefano Zannier, sia a soggetti pubblici sia a privati, con indennizzi forfettari parametrati alla massa legnosa sboscata a copertura della perdita di valore dei prodotti e dei maggiori costi sostenuti per il taglio, il recupero e l’immissione sul mercato del legname attaccato dal bostrico. Queste risorse sono un’importante risposta ambientale e un significativo tentativo di rilancio per l’economia dei nostri boschi».

Nel 2018 Vaia rase al suolo intere aree boschive specie in Carnia. A questo disastro si è aggiunto purtroppo il problema del bostrico, la cui proliferazione rappresenta una grave minaccia per i boschi. «L’immissione del materiale legnoso sul mercato avviene ovviamente solo a prezzi stracciati. Gli enti locali e le imprese del settore – aggiunge Boschetti – stanno operando con margini irrisori sia per la commercializzazione, sia per il taglio e la movimentazione all’interno del bosco. I proventi derivanti dalla commercializzazione del legname rappresentano, per i Comuni interessati, un’importante voce di bilancio che purtroppo oggi e nel prossimo futuro non sarà più garantita. I versanti più colpiti sono quelli esposti a sud a una quota non molto alta e ha colpito molto Cercivento, Sutrio, Paluzza e Forni Avoltri, con ricadute appunto anche sui bilanci comunali». —



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