Consigliera comunale del Pd si vaccina, il centrodestra la critica: «Doveva lasciare il posto a persone in prima linea nella lotta al virus»

UDINE. Sono due i consiglieri comunali che, fino a oggi, hanno potuto sottoporsi al vaccino anti-Covid. Si tratta di Marco Valentini (Ar) e di Sara Rosso (Pd). Entrambi l’hanno voluto comunicare sui social, considerandolo un gesto fondamentale nella lotta alla pandemia.

Le reazioni ottenute, però, sono state contrapposte. Se per Valentini, operatore sanitario al policlinico Città di Udine, nessuno ha avuto da ridire, per Rosso, operatrice di una comunità di assistenza per migranti, è scoppiato il putiferio.

Molti i consiglieri di centrodestra infastiditi dalla scelta, a tal punto che la chat su WhatsApp della maggioranza pare sia diventata bollente.

«Avrebbe dovuto lasciare il posto a persone in prima linea nella lotta al Covid». Questo il tenore dei commenti. Ma Rosso non si scompone, e anzi, preferisce scansare ogni polemica «per non sporcare questa bella notizia», dice la consigliera del Pd.

«Non voglio farmi trascinare dall’odio e dalla paura di chi sa solo sputare rabbia addosso agli altri. Ciò che conta davvero è che la gente vada a vaccinarsi, perché è un dovere di tutti».

Sull’accusa di non essere un operatore sanitario in senso stretto, Rosso risponde così: «Mi sono sottoposta legittimamente al vaccino, lavorando in una comunità assistenziale».

La struttura in questione si trova a Fagagna ed è gestita dalla Oikos onlus, realtà che dal 2005 si occupa di accoglienza. Quasi se la sentisse, la consigliera del Pd, sui social, aveva messo le mani avanti: «Non ho fatto il vaccino perché sono una comunista raccomandata, ma perché sono operatrice di una comunità assistenziale aperta 24 ore su 24, 7 giorni su 7, il cui personale è equiparato al personale sanitario».

Rosso ci tiene a rimarcare l’emozione provata vaccinandosi: «Mani che tremano e voglia di piangere per l’emozione. Sono un’illusa lo so, ma oggi, in questa sala di ospedale, mi sembra davvero che questa lunga notte stia per finire».

Come accennato, la sua vaccinazione non è passata inosservata nel centrodestra: «Il messaggio della consigliera può essere travisato – sostiene Valentini – in quanto da amministratore avrebbe dovuto essere d’esempio a dare spazio a chi ne ha più bisogno. Ha agito in modo poco serio e poco responsabile».

Critico anche Giovanni Barillari (Fi), che avendo avuto il virus, nonostante sia un medico, non è stato ancora vaccinato: «Ho già sviluppato gli anticorpi, quindi al momento è giusto dare priorità a chi non ha contratto l’infezione nei tre mesi antecedenti. E’ doveroso cedere il passo ai soggetti più fragili e più a rischio».

Anche Antonio Pittioni (FdI) non ha gradito la scelta di Rosso: «Ha usufruito di un privilegio immotivato, fatto ancor più grave perché da amministratore dovrebbe dare l’esempio e non approfittare di furbizie. Le forze dell’ordine che devono gestire tante emergenze vengono dopo la trentenne Sara Rosso».

Michele Zanolla (PFvg) tira in ballo il fatto che Rosso abbia iniziato a lavorare alla Oikos solo il 16 dicembre: «Perché tutta questa fretta di vaccinarsi? Poteva fare un bel gesto e lasciare posto a persone più deboli di lei».

Circostanza, questa, che è stata rettificata dalla stessa Oikos: la onlus ha tenuto a precisare che la Rosso è dipendente da agosto.

 

Vellutata di asparagi al latte di cocco

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi