Tre morti con il Covid in 24 ore: i casi di contagio salgono a 153

SACILE. Tre decessi in 24 ore a Sacile: è il prezzo sempre più alto che la città paga nella pandemia di Covid-19. In dieci mesi le vittime del virus sono state 24 e l’elenco dei contagi si allunga. «Nel bollettino aggiornato sono 153 i casi di cittadini contagiati a Sacile – ha detto il sindaco Carlo Spagnol –. Altri 107 sono in quarantena domestica e siamo vicini a tutte le famiglie che soffrono».

Il 2021 è partito listato a lutto e le ultime tre vittime sono Lucia Rosi Caldart, che si è spenta a 84 anni (i funerali in duomo saranno celebrati mercoledì alle 15), Giustina Caliman Costalunga, di 96 anni, che avrà il rito funebre martedì nella chiesa di Nave, e Silvano Flati, deceduto a 77 anni, pensionato dopo la carriera militare.

Il personale delle scuole liventine si è stretto intorno alla famiglia del collega Mauro Flati colpito dal lutto. «In poche ore tre decessi e oltre 150 contagiati sono un campanello d’allarme sanitario grave – ha valutato Gianfranco Zuzzi del comitato No tagli alla sanità –. Un triste epilogo nel fine settimana e il picco deve fare riflettere anche sui controlli nei luoghi pubblici».

Le norme di sicurezza anti-assembramento sono state attivate, ma i contagi corrono nei focolai parentali, in tante famiglie. «Studenti delle superiori impegnati nella didattica a distanza contagiati dal Covid – hanno segnalato allo sportello sindacale Flc Cgil –. Le scuole devono riaprire soltanto in condizioni di sicurezza garantite».

Il consigliere comunale Antonio Petralia ha puntato il dito sul picco della curva pandemica. «La Regione e l’Azienda sanitaria si rivelano impreparate a gestire un efficace piano vaccinazioni – ha rilevato –. Ci sono stati dieci mesi per preparare un progetto gestionale delle vaccinazioni: a Sacile manca.

Bisogna accelerare i tempi delle vaccinazioni per insegnanti, studenti, operatori sociali e non abbandonare il tracciamento coi tamponi». L’appello è lanciato al primo cittadino. «Bisogna rimboccarsi le maniche – invoca Petralia – per creare il progetto sanità nel nostro territorio». I primi vaccinati sono stati medici di medicina generale, operatori socio-sanitari e una parte degli anziani della casa di riposo in via Ettoreo. —

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