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Covid-19, sei i morti nel Pordenonese nelle ultime 24 ore: ecco chi sono

Policarpo Rizzi, 88 anni, di Porcia

PORDENONE. Sono sei i decessi registrati, domenica 10 gennaio, in provincia a causa dell’emergenza Covid-19. Rimangono sotto pressione le strutture sanitarie e, come già nella prima fase, alcuni pazienti sono trasferiti in altre strutture regionali.

Decessi

All’ospedale di Pordenone è mancato Policarpo Rizzi, 88 anni, di Porcia, già sofferente di altre patologie. È stato un imprenditore agricolo conosciuto e stimato. I familiari hanno rivolto un pensiero al personale che lo ha avuto in cura.

«Ringraziamo tutti i medici – hanno detto – che ogni giorno ci hanno dato notizie sulla situazione di nostro padre. Siamo stati trattati con grande umanità e non ci siamo mai sentiti abbandonati». Oltre a lui, sono mancati a Pordenone una 88enne e una 85enne, ad Aviano una 85enne, a Pasiano una 99enne. Era di Sacile, infine, Lucia Rosi Caldar, 84 anni, morta nella Rsa della città dei Livenza.



Situazione

È sempre grave all’ospedale di Pordenone, dove da qualche giorno si superano i 200 pazienti (compresi quelli accolti all’ospedale di Spilimbergo). Sono stati aumentati i posti letto, ove possibile, in tutte le aree Covid e a Spilimbergo, dove ora sono arrivati a 30.

Un flusso di ricoveri alto e costante, che da inizio anno non ha mai avuto flessione, così come l’occupazione dei letti in terapia intensiva. Situazione monitorata al Cro, dove erano stati trovati pazienti positivi, già trasferiti in altre strutture. Proseguono gli screening tra pazienti e operatori e la sorveglianza con i protocolli messi in atto.

Contagi

In AsFo (Azienda sanitaria Friuli occidentale) sono risultati positivi un infermiere e un operatore socio sanitario. Contagiato anche un medico del Cro. La chirurgia generale dell’ospedale di Pordenone resta isolata, con ricoveri dirottati in chirurgia breve. Attenzione alta anche nel reparto di medicina di San Vito dove, isolati, ci sono alcuni pazienti positivi.

Trasferimenti

Come accaduto durante la prima ondata di pandemia, nel caso di necessità e di mancanza di posti letto, gli ospedali stanno chiedendo aiuto alle altre strutture in regione.

Così ha fatto il Cro, trasferendo alcuni pazienti positivi, alcuni dei quali in provincia di Udine. Situazione inevitabile, così come i disagi per le famiglie: è vero che ovunque non è possibile fare visita ai propri cari, ma è altrettanto vero che pesano costi e tempi delle trasferte necessarie in caso di ricovero, in primis il cambio della biancheria. —


 

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