Contenuto riservato agli abbonati

Hanno pagato le tasse nonostante ci fosse la sospensione Covid: ecco chi sono i contribuenti friulani citati dal Ministero

La lista del Mef elenca i cittadini e le imprese che durante l’emergenza legata al Covid-19 hanno rinunciato, pur avendone diritto, alla sospensione sui versamenti delle imposte

UDINE. Si fa presto a tirare fuori dal manuale delle banalità il ritornello del furlan salt, onest, lavoradôr. Epperò il cliché sta a pennello addosso ai friulani inseriti nella lista dei contribuenti solidali stilata dal Ministero dell’Economia e delle finanze, che elenca i cittadini e le imprese che durante l’emergenza legata al Covid-19 hanno rinunciato, pur avendone diritto, alla sospensione sui versamenti delle imposte. Il decreto Cura Italia predeva per chi ha subito una diminuzione del fatturato di almeno il 33 per cento nei mesi di marzo e aprile, rispetto agli stessi mesi del 2019, la sospensione dei versamenti di tasse come l’Iva, le ritenute sui redditi di lavoro dipendente, le ritenute sulle addizionali comunali e regionali, i contributi previdenziali e assistenziali, i premi Inail, poi “recuperate” entro il 16 settembre.

Gli elenchi
Le tabelle elaborate dal Mef rivelano che tra i 293 contribuenti meritevoli di menzione, e che il placet per tale menzione hanno dato, figurano al momento sette corregionali, concentrati in particolare in provincia di Udine. «Ognuno fa quel che può», sintetizza Marco Nardini, 56 anni, titolare della tipografia Tomadini di via Sabbadini. «Avevo liquidità a disposizione e le imposte che mi venivano richieste non erano particolarmente esorbitanti come cifra: ho scelto di contribuire a modo mio, consapevole pure del fatto che in Italia ogni decisione legata alle sospensioni dei pagamenti è avvolta da un alone di incertezza», racconta l’imprenditore.



A marzo e aprile, il governo aveva approvato una serie di decreti legge con l’obiettivo aiutare aziende e professionisti durante il primo lockdown, che aveva portato in dote la chiusura di moltissime imprese e il conseguente rallentamento della mole di lavoro (e quindi dei guadagni) per tutta una serie di attività. Molte di queste, si pensi ad esempio al turismo o al mondo della cultura, non si sono ancora lasciate alle spalle l’onda lunga delle restrizioni. «E noi come tipografia – racconta Nardini – abbiamo perso tantissimo a causa della cancellazione della maggior parte degli eventi: rispetto all’anno scorso il fatturato è calato del 40 per cento». Curiosamente, tra i contribuenti solidali del Fvg figura un’altra azienda che ha a che fare con il mondo della stampa, ovvero la triestina Ital Copy di Egle Cossetto.



Padre e figlia tra i benemeriti
A Visco è insediato da quasi quattro decenni il centro dentistico di Gianni Bernardinis, anche lui tra i contribuenti che hanno scelto di non avvalersi del rinvio. «Tanto, prima o poi bisogna pagare», analizza pragmaticamente la moglie. Curiosamente, anche la figlia del dottor Bernardinis, Valentina, ha scelto di seguire le orme del padre (e le indicazioni del commercialista) e saldare tutto il dovuto già in primavera.

Da Palmanova a Grado
Gli altri corregionali inseriti nella lista sono Fabio Anolfo di Palmanova, la ditta Effe Esse srl di Grado e Giacomo Costantini di Trasaghis. Si tratta di contribuenti che hanno chiesto esplicitamente di essere menzionati: ci sono quindi persone e aziende che hanno pagato le tasse senza chiedere rinvii ma che non fanno parte dell’elenco, perché non hanno chiesto di essere incluse.

Video del giorno

Il vaccino Covid-19 per gli adolescenti in 10 punti

Gazpacho di anguria, datterini e fragole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi