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Contagi, ospedali e numeri della pandemia: ecco perchè il Fvg rischia la zona arancione

Il Governo ha intenzione di imporre una stretta sui parametri basata, essenzialmente, sul fatto che sarà più facile del recente passato entrare in zona arancione, oppure rossa, e più difficile ritornare in fascia gialla

UDINE. Nessuno, o quasi, ormai dalle parti di piazza Unità pensa che il Friuli Venezia Giulia sia in grado di mantenere dalla prossima settimana – ma forse già da sabato – la zona gialla, quella, cioè, in cui le restrizioni anti-Covid sono minori.

Il peggioramento della situazione epidemiologica in regione, sommato alla modifica dei criteri attraverso i quali stabilire le soglie di rischio, infatti, lascia ben pochi spazi di manovra a un territorio che quantomeno, in virtù dell’eliminazione della proposta di ancorare l’ingresso in zona rossa a un tasso di contagi uguale o superiore a 250 ogni 100 mila abitanti, dovrebbe riuscire a evitare il lockdown (soft) previsto dalla fascia più dura.

Fatta la doverosa premessa che spiega come il nuovo Dpcm – oltre al possibile Decreto legge collegato – deve essere ancora scritto nei dettagli, con le Regioni che saranno chiamate ad analizzarlo tra mercoledì e giovedì, resta il fatto che il Governo – tanto da essere stato anticipato dai ministri Roberto Speranza e Francesco Boccia – ha intenzione di imporre una stretta sui parametri basata, essenzialmente, sul fatto che sarà più facile del recente passato entrare in zona arancione, oppure rossa, e più difficile ritornare in fascia gialla.

L’Istituto superiore di sanità, entrando nel dettaglio, non dovrebbe modificare il numero dei criteri di valutazione della diffusione del contagio, che resteranno 21, ma a cambiare dovrebbe essere il peso specifico rivestito da alcuni di loro in relazione alle decisioni prese dal Governo.

L’indice Rt, prima di tutto, resterà sì centrale nell’analisi – tanto che basterà un livello pari a 1 per entrare in zona arancione e a 1.25 per l’ingresso in fascia rossa –, ma non sarà più l’unico preso in considerazione. Da quello che si è appreso, infatti, un criterio non secondario sarà quello della valutazione di rischio complessiva figlia dei 21 parametri.

Nel caso in cui i tecnici dovessero valutare una regione a rischio alto, e non moderato oppure basso, anche un Rt inferiore a 1 non salverebbe una Regione dalla zona arancione.

C’è di più, in ogni caso, perché alcuni governatori, ma pure una porzione di esperti ministeriali, insistono anche nel porre l’accento sulla percentuale di posti-letto occupati da pazienti Covid e, in particolare, vogliono fare scattare una specie di campanello d’allarme nel caso di superamento del tetto del 30% nei reparti di Terapia intensiva e del 40% in quelli di Medicina.

Ora, se non è dato sapere con certezza assoluta quale delle due opzioni verrà scelta dal ministero, resta il fatto che, in ogni caso, i parametri del Friuli Venezia Giulia siano da bollino rosso.

A partire dal numero dei contagi, con la task force regionale che nel periodo delle festività natalizie e di Capodanno ha calcolato un balzo in avanti dei casi superiore al 30%, e dall’indice di positività che è molto spesso sopra il 10% a livello generale, con picchi del 14%, e che si muove attorno a un positivo su tre in rapporto ai testati per la prima volta.

A pesare, in ogni caso, è soprattutto l’incidenza dei ricoveri. I dati di ieri, ad esempio, spiegano che si è raggiunto un nuovo record di pazienti in Terapia intensiva con 68 persone, pari a poco meno del 39% del totale dei posti-letto a disposizione per le emergenze.

Sempre alto, pur in leggero calo per il secondo giorno consecutivo, inoltre, anche il numero dei ricoverati: 671 pazienti che corrispondono al 52,5% dei mille 277 posti-letto messi in campo dal Sistema sanitario regionale. Se a tutto questo, poi, aggiungiamo un Rt che è sì inferiore a 1, ma di pochissimo – l’ultimo monitoraggio diceva 0.91 anche se è probabile che in questi giorni sia cresciuto – bene si capisce come il rischio di zona arancione sia davvero molto concreto.

E forse, come accennato, già da sabato visto che l’attuale Dpcm va in scadenza venerdì, al pari delle attuali fasce di rischio e della zona gialla in cui si muove la regione. —

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