Il bollettino: +647 casi e 22 decessi. Ricciardi: «Subito lockdown o vaccinazioni a rischio» - Tutti gli aggiornamenti ora per ora

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Aggiornamento ore 18. I contagi nelle case di riposo e nelle strutture sanitarie. Nel dettaglio dei dati odierni sul Covid-19 in Friuli Venezia Giulia, nel settore delle residenze per anziani sono stati rilevati 4 casi di positività tra le persone ospitate nelle strutture regionali, mentre gli operatori sanitari risultati contagiati all'interno delle stesse strutture sono in totale 2.

Sul fronte del Sistema sanitario regionale (Ssr) da registrare nell'Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale le positività al Covid di un medico, 5 infermieri, 4 operatori socio sanitari, un tecnico e un autista; nell'Azienda sanitaria universitaria Giuliano isontina di 4 infermieri, 5 operatori socio sanitari e un amministrativo; nell'Azienda sanitaria Friuli occidentale di 2 medici, 3 infermieri, 2 operatori socio sanitari, un tecnico e 3 amministrativi. Al Cro di Aviano sono inoltre risultati positivi al covid un medico, un infermiere, 2 operatori socio sanitari e un ausiliario.

Infine da rilevare le positività al virus di una persona rientrata dalle Isole Canarie (Spagna) e di una dagli Stati Uniti d'America.

Aggiornamento ore 17.20. Il bollettino nazionale. Con 50mila tamponi in più salgono da 12.532 o nuovi contagi, ma soprattutto si contano altri 616 morti  che fanno sfiorare la soglia delle 80mila vittime da inizio pandemia. Sono sei i ricoverati in meno nelle terapie intensive, 109 quelli in più nei reparti di medicina. Qui tutti i numeri. 

Aggiornamento ore 17. Il bollettino. Oggi in Friuli Venezia Giulia su 7.714 tamponi molecolari sono stati rilevati 586 nuovi contagi ai quali si aggiungono 61 casi già risultati positivi al tampone antigenico nei giorni scorsi e confermati da test molecolare, con una percentuale di positività dell'8,39%.

Sono inoltre 2.016 i test rapidi antigenici realizzati e in cui sono stati rilevati 168 nuovi casi (8,33%). I decessi registrati sono 20, ai quali si aggiungono 2 morti pregresse afferenti al periodo tra il 23 novembre e l'11 dicembre 2020. I ricoveri nelle terapie intensive sono 68 mentre quelli in altri reparti scendono a 671.

I decessi complessivamente ammontano a 1.950, con la seguente suddivisione territoriale: 483 a Trieste, 905 a Udine, 428 a Pordenone e 134 a Gorizia. I totalmente guariti aumentano a 41.208, i clinicamente guariti salgono a 1.165, mentre le persone in isolamento sono 12.179.

Da inizio pandemia i casi da tampone molecolare sono 57.241 con la seguente suddivisione territoriale: 11.935 a Trieste, 25.119 a Udine, 12.318 a Pordenone, 7.150 a Gorizia e 719 da fuori regione.

Aggiornamento ore 16. "Mettete la mascherina", due ragazzi picchiano un nonno vigile a Trieste. Hanno spintonato e colpito al volto con un pugno un "nonno vigile", che poco prima a bordo di un bus li aveva invitati a inossare la mascherina. Per questo motivo due minorenni di 15 e 17 anni dovranno rispondere in concorso del reato di lesioni personali aggravate.

È accaduto a Trieste. Secondo la ricostruzione della Polizia locale, dopo che l'anziano aveva invitato i due a indossare la mascherina, era nato un diverbio conclusosi una volta che i contendenti erano scesi dal mezzo. Ecco cosa è successo.

Aggiornamento ore 15. Ricciardi: «Subito lockdown o vaccinazioni a rischio». Servirebbe un lockdown «subito, forte, di almeno un mese, per abbattere i contagi e riuscire a riprendere il tracciamento. Altrimenti si rischia di mettere a repentaglio la campagna vaccinale». È l'allarme lanciato all'Agi da Walter Ricciardi, ordinario d'Igiene e Medicina Preventiva all'Università Cattolica e consulente del ministro Speranza.

«Il sistema dei "colori" — spiega — di per sé è ottimo, è giusto adeguare le misure alle specificità dei singoli territori. Ma la situazione ora è tale che avremmo bisogno di un lockdown forte per un mese, con l'obiettivo di tornare a un'incidenza settimanale di 50 casi per 100mila abitanti, la soglia che ci consentirebbe di ripartire con il tracciamento e far tornare l'epidemia sotto controllo. Purtroppo i dati parlano chiaro: c'è un peggioramento nel numero di casi, nei ricoveri, e abbiamo già superato il numero di decessi della prima ondata».

Il problema insomma, sottolinea Ricciardi, è che il virus corre, e noi arranchiamo: «Siamo sistematicamente in ritardo. Se si adottano misure di contenimento quando la situazione è già grave ci vuole più tempo, e si ha un numero di morti molto superiore. E con l'inizio, tra qualche settimana, della campagna vaccinale di massa una situazione fuori controllo potrebbe complicare molto le operazioni. Rischiamo di essere costretti - conclude - a adottare misure di emergenza in corsa, e sarà tutto più difficile».

Aggiornamento ore 12.15. Forza Italia Fvg: "Gli anziani non sono pazienti di serie B". «Se questo doveva essere il tanto atteso aggiornamento del piano pandemico meglio tenersi la versione del 2006. È inaccettabile che si metta nero su bianco che di fronte all'impossibilità di curare due persone si scelga di fatto di lasciar morire quella con meno possibilità di trarre benefici dalle cure. Tradotto, la più anziana». Lo scrivono in una nota la deputata e coordinatrice di Forza Italia Fvg Sandra Savino e le responsabili del dipartimento Seniores di FI Trieste Daniela Alzetta e Adriana Carbonera.

«Siamo consapevoli - aggiungono - che quelle righe sono principi etici che vanno ad affrontare situazioni eccezionali, ma non possiamo non ricordare che l'articolo 32 della Costituzione riconosce la salute come diritto fondamentale dell'individuo e garantisce cure gratuite. Sancire che si possa derogare a questi principi cardine, seppur in casi di particolare gravità, è un'offesa a milioni di italiani anziani o fragili considerati di fatto potenziali pazienti di serie B, e restando sul nostro territorio ricordiamo che il FVG è la seconda regione più anziana d'Italia. I medici - concludono - hanno una preparazione che consente loro di fare la scelta più giusta in ogni circostanza: non c'è bisogno di agghiaccianti indicazioni»

Aggiornamento ore 12. In Fvg ha aderito il 74 % dei medici. L'adesione dei medici alla vaccinazione anti Covid in Friuli Venezia Giulia è arrivata al 74%, con una punta per i dipendenti del Sistema sanitario regionale (Ssr) che arriva al 96%. Inoltre, relativamente al programma di immunizzazione, adottando il corretto parametro di valutazione del rapporto dosi su abitanti, il Fvg si colloca tra le prime regioni in Italia. Lo affermato, come riporta una nota, il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, durante un incontro in via telematica con i presidenti degli ordini dei medici Fvg.

Come ha spiegato il vicegovernatore, nel giro di una decina di giorni terminerà la prima fase delle immunizzazioni e si avvierà, previa fornitura delle dosi necessarie da parte della struttura commissariale, quella dedicata agli over 80 e agli operatori e agli ospiti delle strutture per disabili. A tal riguardo - aggiunge la nota - Riccardi ha comunicato la piena disponibilità della Regione a coprire le spese assicurative per quei medici che volontariamente si offriranno di far parte delle equipe che garantiranno la vaccinazione su larga scala. Infine, in relazione all'attuale andamento della curva dei contagi in regione, il vicegovernatore - conclude la nota - ha sottolineato che i numeri delle nuove positività al virus e dei ricoveri indicano una situazione particolarmente delicata della pandemia

Aggiornamento ore 11. L'appello degli operatori del turismo invernale: "Rischiamo di non rialzarci". Il comparto turistico invernale «soffre oggi alcuni miliardi di mancato fatturato e che rischia, a crisi epidemica finita, di non avere più la forza di rialzarsi. Per questo è necessario mettere in campo misure immediate e proporzionate per le imprese e per i lavoratori stagionali». Lo ribadiscono le Regioni, che di fronte all'annunciata ipotesi di un nuovo rinvio dell'apertura degli impianti di risalita, si dicono disponibili da subito nella collaborazione istituzionale per trovare una soluzione condivisa e immediata.

Aggiornamento ore 10. Verso il nuovo Dpcm. Premessa che trova d’accordo governo e Regioni, detta chiara e semplice dal premier Giuseppe Conte al Tg3: «Sta arrivando un’impennata dei contagi anche da noi». Sta arrivando e bisogna prepararsi. Un ennesimo Dpcm è in arrivo perché quello attuale scadrà il 15 gennaio. Ma un testo ancora non c’è, perché governatori e ministri saranno in videoconferenza il 14 gennaio. Nel frattempo, domani, il ministro della Salute Roberto Speranza, illustrerà le nuove misure al Parlamento. Qui le nuove misure. 

LA POLEMICA."Se le risorse sono scarse, si cura prima chi trae più beneficio": ecco la bozza del nuovo piano pandemico del Ministero 

Aggiornamento ore 9.50. Fedriga: "Scuole chiuse in 17 Regioni, non è una scelta folle". «Se 17 Regioni hanno deciso di posticipare» la riapertura delle scuole secondarie di secondo grado «non penso siano un gruppo di folli». Lo ha affermato il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ai microfoni di Radio Anch'io. «Se Germania e Gran Bretagna - ha aggiunto - che non volevano chiudere le scuole, hanno dovuto farlo, forse qualcuno si pone il dubbio che non c'è un accordo internazionale contro il ministro Azzolina. Forse stanno facendo dei ragionamenti rispetto ai ritorni che hanno dai gruppi che stanno lavorando sui rischi di contagio». «Le lezioni in presenza - ha chiarito - sono una cosa diversa dalla dad ma la situazione contingente adesso è questa».

L'alternativa, ha aggiunto, «è chiudere tutte le attività produttive: qualcuno me lo dica se vogliamo mettere i ragazzi in presenza con genitori che non hanno i soldi per portare loro da mangiare a casa».

Aggiornamento ore 9. Il Friuli tra le regioni ad alto rischio per Gimbe. Passano le settimane, finiamo di volta in volta in zona rossa, arancione o gialla, ma i numeri della pandemia non accennano a migliorare e il Friuli Venezia Giulia rimane una tra le regioni a più alto rischio di contagio di tutta Italia.

LA MAPPA. Cresce il numero dei contagi in tutta la regione: aggiornata la mappa della Protezione civile comune per comune 

Lo dimostra anche il grafico che la Fondazione Gimbe tiene aggiornato e che ormai da molte settimane vede la nostra regione contendersi con il Veneto la posizione più scomoda. Siamo ormai stabilmente nel quadrante rosso (i colori non vanno confusi con quelli usati dal Governo per identificare le varie fasce nei Dpcm), spinti da numeri al di sopra della media nazionale. Qui il monitoraggio completo. 

Aggiornamento ore 8. Le ultime vittime in regione.  Una lunga catena di dolore, di lacrime e di addii a distanza, senza la possibilità di una parola, una carezza, un cenno di ringraziamento per quello che queste vite sono state e hanno insegnato. Anche ieri, lunedì 11 gennaio, in provincia di Udine e Pordenone, l'elenco delle vittime si è allungato. Qui i loro nomi e le loro storie. 

Aggiornamento ore 7.30. La situazione nel Pordenonese. Domenica scorsa si è registrato il record di ricoveri nei reparti Covid dell’AsFO (Azienda sanitaria Friuli occidentale): 210 tra Pordenone e Spilimbergo, numero mai raggiunto in questa seconda ondata.Il punto da Pordenone. 

Minestra di cavolo nero, fagioli all’occhio e zucca con maltagliati di farro

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