L'ultimo saluto a Lucia, la ragazza di 25 anni travolta e uccisa il giorno di San Silvestro

Una vita spezzata per sempre, un'altra caricata di un peso terribile. Nella sua omelia, don Giovanni Gabassi, ha unito un «pensiero di conforto» per «colei che ha provocato la disgrazia», investendo Lucia mentre attraversava la strada, durante una passeggiata

REMANZACCO. Una vita spezzata per sempre, un'altra caricata di un peso terribile. La tragedia stradale che lo scorso 31 dicembre ha ucciso la 25enne Lucia Cozzarolo, di cui appena sono stati celebrati i funerali, ha drammaticamente intrecciato due storie al femminile, entrambe di giovanissime donne: ecco così che alle preghiere per chi purtroppo non c'è più il parroco di Remanzacco, don Giovanni Gabassi, ha unito un «pensiero di conforto» per «colei che ha provocato la disgrazia», investendo Lucia mentre attraversava la strada, durante una passeggiata.

«L'intera comunità, civile e religiosa - ha esordito il sacerdote, all'inizio della celebrazione - si stringe alla famiglia di Lucia. La sua scomparsa ha portato sconcerto nelle nostre vite, perché la morte di un giovane non può che apparire inaccettabile: provoca ferite nell'animo e spalanca dubbi, mettendo a dura prova la fede di chiunque.

Tutti, di fronte a fatti del genere, cerchiamo consolazione: ci stringiamo a mamma Paola, che per fortuna è uscita dalla terapia intensiva, al fratello di Lucia, Domenico, alla zia Maria, costretti a una prova così dura e lacerante». La commozione era palpabile, nella chiesa dai posti contingentati - presente anche il sindaco Daniela Briz - e sul sagrato, dove le tante persone impossibilitate a entrare nel luogo sacro per le disposizioni di sicurezza anti-contagio hanno atteso fino al termine del rito, per tributare alla loro concittadina l'ultimo saluto.

«E' difficile capire, accettare, trovare le parole - ha detto il sacerdote nella sua intensa e commossa omelia -. Quando, la sera del 31 dicembre, la zia di Lucia è venuta da me, raccontandomi cos'era successo, la mia memoria è corsa indietro nel tempo e ha ritrovato il volto di una bambina sorridente, mite, riservata. Così era questa giovane. Un'anima dolce e gentile, proprio l'opposto di atteggiamenti purtroppo sempre più frequenti». Perché se «oggi gridiamo, spintoniamo», Lucia non lo faceva: lei era «equilibrio, pacatezza, saggezza».

Ed era determinata a vivere pienamente la sua esistenza, a darsi da fare: «Stava trovando un lavoro per l'estate, lieta di poter portare il suo contributo in famiglia», ha testimoniato ancora don Gabassi, spronando la popolazione di Remanzacco a dimostrare con i fatti il proprio dolore e la solidarietà a una famiglia costretta ad affrontare una simile disgrazia. «Alla comunità - ha concluso il parroco - dico questo: Paola, Domenico, Maria non hanno bisogno di parole, bensì di una vicinanza concreta, che si manifesti in gesti sensibili e delicati e che faccia capire loro quanto sincero è il nostro affetto». 

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