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Agenzie di viaggio in crisi: «Senza risarcimenti siamo sull’orlo del crac»

Alcune stanno per chiudere, molte hanno i dipendenti in cassa integrazione. «Solo metà hanno avuto i risarcimenti, rimpallo sulle richieste di spiegazioni»

PORDENONE. Agenzie di viaggio sull’orlo della rovina: metà, secondo le stime dei rappresentanti di categoria, pur avendo perso sino al 95 per cento del fatturato non hanno ancora ricevuto alcun ristoro da maggio 2020.

La storia dell’ultimo anno «ha dell’incredibile», premette Claudio Rupolo, coordinatore Ascom Pordenone delle agenzie di viaggio. «A seguito del “decreto rilancio” del 19 maggio 2020 le strade delle agenzie viaggio e dei tour operator si divisero: infatti, come per le altre categorie, il fondo perduto fu erogato in base alla perdita di aprile 2020 in riferimento al fatturato 2019, soldi che arrivarono tra maggio e giugno».



Ma dal “decreto ristori” in poi, «la nostra categoria sparisce e questo ha generato una strage nel settore. Alcune agenzie hanno chiuso, altre non reggeranno». Da agosto i ristori sono competenza del ministero della cultura e del turismo e non più delle finanze e «qui inizia una vera e propria odissea».

Il ministero stanzia 265 milioni a copertura di perdite presunte dal 23 febbraio al 31 luglio per 625 milioni. «Non avendo tutti i fondi a disposizione il ministero ricorre al fondo Eu del temporary framework, con la richiesta di ulteriori 400 milioni. La Ue li concede il 3 novembre», però alla fine dell’anno, dicono dall’Ascom, solo quattromila agenzie hanno ricevuto un ristoro, le altre quattromila nulla.

«Il ministero ogni giorno dà motivazioni diverse: nel sito del Turismo c’è addirittura scritto di non disturbarli, in quanto non sarebbero in grado di darci spiegazioni – va avanti Rupolo –. Nel frattempo le aziende chiuderanno e migliaia di persone perderanno il posto di lavoro».

Il ristoro riconosciuto, dunque, risale al 31 luglio: «Per i mesi mancanti nessuno sa dare spiegazioni. Grazie ad alcuni nostri parlamentari che si sono interessati del problema, ma davanti alla burocrazia non c’è nulla da fare. Grazie al presidente Fedriga e ai consiglieri regionali che ci hanno fatto respirare per alcuni mesi». Ora, la realtà è che «le agenzie viaggio, pur non avendo mai chiuso, è come se di fatto lo fossero in quanto i viaggi sono proibiti, salvo cause di lavoro o gravi motivi e molti Stati hanno chiuso le frontiere».

Agenzie bloccate – in regione sono 120, di cui 25 in provincia di Pordenone –, ma i clienti possono acquistare i biglietti e prenotare gli alberghi on line per recarsi nelle località esotiche: «In aeroporto basta un’autocertificazione. La nostra categoria ha più volte sollecitato di aprire corridoi soprattutto per i viaggi business in attesa di quelli turistici».

Tra richiesta che non c’è e dipendenti in bilico è impossibile essere ottimisti. «Col privato siamo completamente fermi», conferma Elena Centazzo, responsabile ufficio leisure di Robintur Antonietti viaggi di Pordenone. «Sinora una richiesta di informazioni per Pasqua. Il vero problema è che non ci sono certezze temporali. Gennaio-marzo erano mesi fondamentali per le vacanze nei Paesi caldi, così come le prenotazioni per le nozze, che sono crollate. Speriamo nel riavvio delle crociere dal 31 gennaio: è il viaggio più controllato».



Si sentono «presi in giro, perché aperti senza fare nulla», dice Cinzia Malnis, titolare dell’Atman di Sacile e rappresentante della Federazione turismo organizzato. «Non possiamo prenotare viaggi, ma dobbiamo gestire quelli che i clienti hanno acquistato on line. Una beffa. Inoltre, ho dovuto pagare l’Imu e le spese correnti, ma non sono rientrata nei ristori. Su di noi ricade tutta la burocrazia di biglietti aerei e tamponi, modulistica in inglese e richieste delle Compagnie. Se un cliente resta a piedi, rischiamo una causa di risarcimento anche per 20 euro». Insomma, le agenzie «lavorano per sistemare i caos contabili. Ho richiamato un dipendente in cassa integrazione per sbrigare la pratica dei voucher». Il lavoro? «A gennaio ho emesso un biglietto per le Canarie, raggiungimento della seconda casa, e uno per il Sud Italia, visita parenti. Sino a ottobre qualche gita in giornata, novembre e dicembre zero. Rischiamo di vivere di elemosina».

Quasi tutti i dipendenti sono in cassa integrazione alla Livenza viaggi di Sacile, una delle agenzie più grandi della regione. «Un paio di persone si dedicano ai biglietti, i pacchetti viaggio non si vendono, la gente ha avuto i voucher e non sa dove andare», riepiloga Giorgio Fontana. «Viviamo nel buio totale. Il turismo muove la gente, ma è è proibito muoversi. E quando sarà possibile di nuovo, con i soldi della cassa integrazione non potrà permettersi di viaggiare e sarà dunque una crisi nella crisi. Non abbiamo visto la guerra, ma questa mi pare ancora peggio». —


 

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