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Gli studenti di tre scuole superiori di Udine controcorrente: «Troppi contagi, meglio continuare le lezioni on line»

I rappresentanti di istituto degli studenti: «Vista la situazione in regione giusta la Dad. La politica non ci usi»

UDINE. Mentre la decisione della regione Fvg di rimandare il rientro in classe a dopo il 31 gennaio continua a polarizzare l’opinione pubblica, i rappresentanti d’istituto di Stellini, Marinelli e Malignani si schierano compatti: «Al momento è meglio continuare a seguire le lezioni da casa». Non perché la didattica a distanza (Dad) sia indolore (la preoccupazione di chi quest’anno dovrà affrontare la maturità è alta), ma come atto di responsabilità e generosità nei confronti dei propri familiari e della società tutta.


«Non vediamo l’ora di poter tornare a scuola, ma vogliamo farlo in sicurezza – spiegano –. Per noi non ha senso protestare per rientrare in classe subito. Siamo stanchi del fatto che la scuola venga usata come pedina politica. Vogliamo lavorare, costruttivamente affinché questa situazione non si possa mai più ripresentare e le nostre necessità siano prese sul serio», spiega Pietro Miani, rappresentante d’istituto del Marinelli, eletto nella lista interistituto L.i.Ud., lista nata quest’anno per creare una rete studentesca capillare che possa unire le energie dei vari istituti per creare iniziative di impatto.


Il fronte comune tra i rappresentanti delle tre scuole segue la presa di posizione dei rappresentanti d’istituto dello Stellini sulla pagina Instagram della scuola, gestita dagli studenti dell’istituto: «I rappresentanti d’istituto del @liceostellini non condividono la petizione contro la Dad che sta circolando. Data com’è la situazione della nostra regione è meglio proseguire le lezioni scolastiche online». La petizione “La scuola in primo banco!” che sta circolando su change.org ha raccolto più di 1.500 adesioni, chiedendo «il rientro a scuola immediato e definitivo di tutti gli studenti e chiediamo che la scuola in presenza venga messa tra le priorità di questa Regione».


«Questo post non è stato fatto per dissuadere i nostri compagni dal firmare la petizione, ma per indicare la nostra distanza. Per quanto siamo tutti stanchi di stare in Dad, riteniamo che la salvaguardia della salute di tutti sia la cosa principale. La scuola non è solo fatta da noi studenti, dobbiamo pensare ai nostri genitori, ai nostri insegnanti. Siamo una delle regioni con la più alta incidenza di positivi per abitanti, non è il momento di rientrare in classe», spiega Sofia Marcuzzi, una dei quattro rappresentanti d’istituto del liceo classico.

Il piano con doppio turno e potenziamento dei trasporti non li aveva convinti: «Avrebbe creato disagi per chi viene da fuori, senza certezza di risolvere il problema. Continuare con la Dad almeno dà a tutti lo stesso tempo da dedicare allo studio», continua. Un sondaggio condotto dai rappresentanti indica che il 60% di chi ha risposto (395 studenti) si dichiara contrario al rientro in classe.



Si allinea a questa posizione anche Alice Campolo, rappresentante d’istituto del Malignani. «Penso che sia necessario tornare a scuola al più presto, ma non a tutti i costi. Vista la situazione dei contagi, penso sia stato saggio aspettare un paio di settimane per vedere gli effetti del periodo natalizio. Sarebbe controproducente riaprire le scuole per poi rimandarci tutti a casa. Certo è importante fin d’ora pensare ai ragazzi che quest’anno affronteranno la maturità: saranno più penalizzati di quelli dell’anno scorso», afferma. La Consulta provinciale degli studenti ha messo in campo una commissione maturità per elaborare un documento da inviare al Ministero.

Allo Stellini, sottolinea Giovanni Potocco, parte del consiglio di presidenza della Consulta e rappresentante al liceo, nessuno si sente pronto per la prova scritta a causa dalla Dad: «Dal sondaggio che ho fatto circolare al liceo, gli studenti chiedono che ci sia di nuovo un esame come quello dell’anno scorso, con commissione formata da interni e con tesina da preparare individualmente».
 

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