Ryanair, sospesi i voli da Ronchi: le strategie della compagnia low cost per il Fvg

Lo stop scatterà il 18 gennaio e si protrarrà per le successive dieci settimane La decisione interessa sia le tratte nazionali che quelle internazionali

UDINE. Ryanair cancella i collegamenti aerei nazionali e internazionali al Trieste Airport. Saltano così i voli per Londra, Bari, Cagliari, Catania, Napoli e Palermo.

Non si tratta però di un addio La compagnia low cost irlandese ha sospeso infatti i voli per 10 settimane, dal 18 gennaio al 27 marzo, e la decisione, legata esclusivamente alla pandemia, non ha investito solo l’aeroporto di Ronchi dei Legionari, ma praticamente tutti gli scali.


Una scelta poco meno che obbligata per Ryanair, che nel solo mese di gennaio, ha avuto un milione e trecentomila passeggeri in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, una perdita economicamente insostenibile che ha spinto la compagnia a sospendere temporaneamente l’attività.



A Ronchi restano garantiti il collegamento con Roma operato da Alitalia e fino a febbraio quello con Trapani di Tayaran Jet. La domanda del resto è ridotta all’osso, compressa dall’emergenza sanitaria e dalle importanti restrizioni agli spostamenti. Parola di Marco Consalvo, amministratore delegato del Trieste Airport.

Il caso Ryanair è emblematico. «Parliamo di una compagnia low cost che si rivolge per lo più a persone che viaggiano nel tempo libero, per piacere e non per lavoro, cosa che di fatto è vietata dai Dpcm del Governo. E’ chiaro che in questa condizione operare è difficile. Ryanair ha resistito fino all’Epifania e grazie ai movimenti legati alle festività ha retto abbastanza. Ora però, almeno fino a tutto febbraio, con i contagi in aumento, il traffico è destinato ad azzerarsi. Dai qui le cancellazioni, che non investono solo noi, non solo l’Italia, ma tutta Europa».



Nel Belpaese sono 11 gli aeroporti che hanno visto azzerare i voli della compagnia irlandese, agli altri è andata poco meglio: le cancellazioni hanno interessato il 95% dei collegamenti. A Ronchi, durante le festività natalizie, si è contata una media di cinquemila viaggiatori a settimana, numero che nei prossimi giorni promette di scendere ancora, fino ad appena 500 unità.

Guardando all’imminente futuro Consalvo in effetti non vede schiarite.

«Nei primi tre mesi del 2021 prevediamo il totale azzeramento del traffico considerato il rischio di una terza ondata e di restrizioni ancor più dure da parte del governo se il contagio dovesse aumentare ancora - valuta l’Ad -. Nel secondo trimestre ci aspettiamo un lieve miglioramento e siamo discretamente fiduciosi che dopo giugno, con la pandemia auspicabilmente sotto controllo, i collegamenti possono riprendere. Va detto però che in queste settimane abbiamo fatto decine di budget di previsione, tutti scritti sull’acqua. Il trasporto aereo - conclude Consalvo - è strettamente collegato all’andamento della pandemia e non sarà per nulla semplice scrollarsene di dosso gli effetti. Se oggi c’è un problema di domanda, nei prossimi mesi ce ne sarà uno di offerta: quante compagnie si salveranno? Quelle finanziate dagli Stati sì, ma le altre? Con un’offerta minore e i portafogli sgonfi, perché il trasporto aereo riparta ci vorrà un po’ di tempo». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Tartellette di frolla ai ceci con kiwi, avocado e yogurt

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi