Benzina agevolata in Fvg, sentenza della Corte di giustizia Ue: "Nessuna infrazione"

Secondo i giudici di Lussemburgo, Bruxelles non ha potuto dimostrare che l'Italia abbia istituito una riduzione delle accise sotto forma di rimborso dell'imposta versata

Lo sconto sul prezzo dei carburanti per i residenti del Friuli-Venezia Giulia non comporta una violazione della direttiva europea sulla tassazione dell'energia. Lo stabilisce una sentenza della Corte di giustizia Ue respingendo il ricorso della Commissione europea.

Secondo i giudici di Lussemburgo, Bruxelles non ha potuto dimostrare che l'Italia abbia istituito una riduzione delle accise sotto forma di rimborso dell'imposta versata.  

Fedriga: "Notizia importante per i cittadini". "Esprimiamo grande soddisfazione per la sentenza della Corte di giustizia Ue che, rigettando il ricorso della Commissione europea, oggi ha stabilito che lo sconto sul prezzo dei carburanti per i residenti della nostra Regione non comporti una violazione della direttiva europea sulla tassazione dell'energia. È la dimostrazione che la Regione si è mossa sempre nel rispetto delle normative vigenti, tutelando al contempo i cittadini del Friuli Venezia Giulia". Lo ha affermato il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, subito dopo la diffusione della decisione presa dalla Corte di Giustizia. "Si tratta di una notizia importante - ha aggiunto - soprattutto alla luce delle forti difficoltà che le famiglie e le attività economiche stanno ancora affrontando a causa della pandemia".

 

Scoccimarro: "Vittoria del Fvg". "Vittoria del Friuli Venezia Giulia e dell'Italia nei confronti della Commissione europea che aveva fatto ricorso contro il nostro sconto carburanti. Una sentenza, quella odierna della Corte di giustizia, che conferma quanto abbiamo sempre sostenuto con forza: lo sconto carburanti in Friuli Venezia Giulia non viola la normativa europea in quanto non incide sulle accise, crea un evidente vantaggio ambientale evitando il cosiddetto 'turismo del pieno', genera un risparmio per i nostri concittadini, fa respirare il settore e le tasse restano sul territorio". Questo il commento dell'assessore alla Difesa dell'ambiente, energia e sviluppo sostenibile, Fabio Scoccimarro. "In questa occasione vogliamo ringraziare tutti gli uffici regionali della Direzione Ambiente e dell'Avvocatura che - ha aggiunto Scoccimarro - hanno predisposto gli elementi per la memoria difensiva utilizzata dagli avvocati dello Stato". "Alla luce di questo risultato e dato che la norma ha già dieci anni di vita - ha sottolineato l'assessore in conclusione -, adesso lavoreremo per migliorare questo provvedimento, mantenendo ovviamente inalterati i suoi principi fondanti e adeguandolo alle attuali necessità".

Fdi: "Ora rivedere il sistema di contribuzione". "Il Gruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio regionale accoglie con viva soddisfazione la decisione della Corte di Giustizia europea 3/2021 in base alla quale lo sconto sul prezzo dei carburanti, per i residenti della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, non comporta di per sé una violazione della direttiva sulla tassazione dell'energia e non è illegittimo". Così si sono espressi i consiglieri di FdI Claudio Giacomelli, Alessandro Basso e Leonardo Barberio, sull'importante sentenza della Corte Ue.

"Si tratta di un enorme passo avanti sulla strada già intrapresa dall'assessore regionale Fabio Scoccimarro - scrivono in una nota i tre esponenti di centrodestra - di modulare gli sconti nelle fasce di confine che subiscono la concorrenza slovena. Una buona notizia sia per i cittadini consumatori che potranno godere di un importante riduzione del costo dei carburanti, sia per i gestori e i distributori che potranno in tal modo resistere alla concorrenza di oltre confine. Non dimentichiamo, inoltre, che il sistema potrebbe produrre anche importanti benefici generali in quanto è prevedibile, come la sperimentazione iniziata a settembre ha dimostrato, un aumento delle entrate fiscali sia della Regione che dello Stato". "Adesso - concludono Giacomelli, Basso e Barberio - si apre la strada per la riforma della legge regionale sui carburanti che l'assessore Scoccimarro saprà certamente portare avanti con solerzia e condivisione".
 

Moretti (Pd): "Ora correggere difformità sui territori". "La sentenza di rigetto della Corte di Giustizia europea sul ricorso della Commissione Ue relativa allo sconto carburanti è un fatto positivo, che conclude un iter avviato nella precedente legislatura dall'allora assessore Vito. Si tratta di una vittoria di tutti, ma adesso diventa necessario mettere mano alla legge per correggere le difformità sui territori". Lo dichiara in una nota il capogruppo del Pd, Diego Moretti, commentando la sentenza con la quale è stato respinto il ricorso della Commissione europea contro il sistema di agevolazioni sui carburanti in Friuli Venezia Giulia. "Ora che chiarezza è stata fatta, è necessario correggere la norma - afferma Moretti -. Il tema del costo del carburante nelle aree confinarie esiste e con esso il rischio di un drastico spostamento oltre confine dei nostri cittadini per l'acquisto di carburante che metterebbe in ginocchio un intero comparto, quello dei distributori di tutte le zone di confine, peraltro in alcuni territori già oggi in sofferenza". "Esistono zone particolarmente svantaggiate: nell'Isontino - chiosa il dem - le comunità di Farra d'Isonzo, Gradisca d'Isonzo, Mariano e Moraro in passato erano state escluse dalla fascia 1, da oggi possano sperare in una soluzione che risolva questa ingiustizia".

 

La vicenda. Nel 1996 il Consiglio aveva autorizzato l'Italia ad applicare una riduzione dell'aliquota di accisa sulla benzina acquistata in Friuli-Venezia Giulia, per contrastare la prassi di rifornirsi in Slovenia.

La Commissione ha quindi proposto un ricorso per inadempimento, quando i residenti hanno continuato a beneficiare dello sconto anche dopo la scadenza dell'autorizzazione, il 31 dicembre 2006.

La direttiva per i prodotti energetici stabilisce infatti aliquote di accisa minime e le eccezioni sono possibili soltanto se autorizzate.

L'Italia ha però sostenuto che sarebbe impossibile ricondurre in modo oggettivo il contributo controverso alla componente accisa del prezzo dei carburanti in una regione caratterizzata dalla mancanza di infrastrutture.

Dopo il 31 dicembre 2006, i residenti della Regione Friuli-Venezia Giulia hanno continuato a beneficiare di uno sconto sul prezzo "alla pompa" dei carburanti, più recentemente grazie a una legge regionale del 2010 . Secondo il sistema di contribuzione attuato da tale legge, i gestori delle stazioni di servizio concedono ai residenti, in quanto consumatori finali, riduzioni sul prezzo dei carburanti. L’amministrazione regionale rimborsa, poi, ai gestori delle stazioni di servizio un importo pari alle riduzioni concesse.

La Commissione sostiene che tale normativa comporterebbe una riduzione non autorizzata, sotto forma di rimborso, delle accise applicabili alla benzina e al gasolio venduti ai residenti della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia. Si tratterebbe, pertanto, di una violazione della direttiva sulla tassazione dell’energia .

Tale direttiva stabilisce, in particolare per i prodotti energetici, aliquote di accisa minime che gli Stati membri devono applicare al fine di garantire il buon funzionamento del mercato interno. Le eccezioni sono possibili, ma devono essere espressamente autorizzate conformemente alla direttiva.

La Commissione ha quindi proposto un ricorso per inadempimento contro l’Italia dinanzi alla Corte di giustizia. L’Italia, sostenuta dalla Spagna, ha rilevato che sarebbe impossibile ricondurre in modo oggettivo il contributo controverso alla componente accisa del prezzo dei carburanti alla pompa e che tale contributo si riferirebbe piuttosto alla componente «costo di produzione» di detto prezzo, in quanto sarebbe destinato a bilanciare il costo suddetto in una regione caratterizzata dalla mancanza di infrastrutture.

Con la sua sentenza, la Corte ha respinto il ricorso della Commissione. La Corte ha osservato che la Commissione non contesta il fatto che il sistema di contribuzione di cui trattasi sia finanziato dal bilancio generale della regione e non, in modo diretto e specifico, dalla quota delle accise sui carburanti trasferita dall’amministrazione centrale italiana a tale bilancio.

Affinché si possa parlare di «rimborso» delle accise, è necessario che sussista un effettivo collegamento, quantomeno indiretto, tra gli importi rimborsati ai gestori delle stazioni di servizio (corrispondenti agli sconti di cui i residenti della Regione Friuli-Venezia Giulia beneficiano per l’acquisto dei carburanti) e le entrate derivanti dalla riscossione delle accise.

La Corte ha anche osservato che la Commissione non ha invocato né dimostrato l’esistenza di un simile collegamento.

La Corte ha rilevato che la Commissione non ha nemmeno dimostrato che il sistema di contribuzione di cui trattasi comporti la neutralizzazione o la diminuzione delle accise sui carburanti.

La Corte - in una nota - ha ricordato che è vero che un regime di sconto preesistente, taluni elementi del quale sono simili a quelli del sistema di contribuzione di cui trattasi, era stato oggetto di una deroga autorizzata dal Consiglio. Tuttavia, ciò non esclude che il sistema di contribuzione attuale sia conforme al diritto dell’Unione pur non essendo stato oggetto di un’autorizzazione.

La Corte conclude che la Commissione non ha dimostrato che l’Italia, avendo introdotto il sistema di contribuzione di cui trattasi, abbia istituito una riduzione delle accise, sotto forma di rimborso dell’imposta versata, né, di conseguenza, che tale Stato membro sia venuto meno agli obblighi ad esso incombenti in forza della direttiva.

 

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