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Solidarietà degli amici per aiutare Picco, l’ambasciatore friulano che ha bisogno d’aiuto

Amici d’infanzia e Comune di Flaibano si mobilitano. Adino Cisilino: non possiamo dimenticare un personaggio così

UDINE. Ha destato sorpresa e amarezza, a Udine e in Friuli, la notizia che l’ambasciatore conterraneo Giandomenico Picco, tra i più noti mediatori dell’Onu nel corso di tante crisi internazionali tra gli anni Ottanta e Novanta, sia oggi ammalato e abbia difficoltà economiche.

Tanto che, sul sito Internet www.gofundme.com è stata avviata una raccolta di fondi per aiutarlo, alla quale sono già pervenute oltre 250 sottoscrizioni da tutto il mondo. Tra chi ha versato una quota anche Staffan de Mistura, rappresentante speciale delle Nazioni Unite per l’Afghanistan del 2010 e per la Siria dal 2014 al 2018.

Uno degli amici di vecchia data di Picco è il dottor Paolo Maisano, che ha immediatamente voluto aderire all’offerta di aiuto. «Sono stupito - spiega - è tanto tempo ormai che non vedo di persona Gianni, noi amici dello Stellini lo abbiamo sempre chiamato così. Ma quando ho visto la foto in prima pagina sul Messaggero Veneto e ho letto l’articolo, beh sono rimasto molto colpito.

Abbiamo frequentato gli anni del liceo classico a Udine, ci si frequentava tantissimo anche fuori dalla scuola, eravamo un bel gruppo, affiatato. Se è possibile parteciperò ben volentieri alla donazione. So benissimo come funziona in America la situazione sanitaria, le cure in certi casi sono costosissime. Vorrei tanto dare una mano a Gianni, se lo merita».

Il commercialista Adino Cisilino, che ha avuto modo di conoscere per lavoro Picco durante il culmine della sua attività, chiede una mobilitazione. «Lanciamo un’iniziativa di solidarietà qui in regione - afferma -. Tante grandi aziende friulane hanno beneficiato delle intermediazioni di Picco, nel corso degli anni, potrebbero tranquillamente devolvere una somma, adesso che lui ha bisogno.

E la politica dov’è? Picco è un patrimonio del nostro Friuli, non possiamo permettere che venga dimenticato o che viva male la sua attuale condizione. Il presidente americano George Bush senior riconobbe, in un discorso ufficiale alla Casa Bianca, la preziosa e decisiva mediazione di Picco a Beirut, che consentì la liberazione di 12 ostaggi americani, inglesi e tedeschi».

Anche a Flaibano, paese di origine della famiglia, la sorpresa ha preso il sopravvento. Il piccolo Comune del Medio Friuli, nel 2002, aveva concesso all’ex vice segretario dell’Onu la cittadinanza onoraria.

«Non avevamo notizie che avesse problemi di carattere economico - spiega il sindaco di Flaibano Alessandro Pandolfo -. Gli abbiamo dato la cittadinanza onoraria qualche anno fa, ci fu una bella cerimonia, con tutto il paese. I suoi genitori erano di Flaibano, il papà era un farmacista, poi si trasferirono in Carnia, a Enemonzo, dove Giandomenico ha vissuto per anni. Per il suo compleanno, in ottobre, gli avevo mandato un messaggino di auguri, ma mi è arrivata una risposta come fosse preconfezionata, di quelle automatiche. Il nostro Comune non naviga nell’oro, ma se ci fosse la necessità siamo pronti a dare un contributo. In qualche modo siamo sempre stati solidali con chi non può».

Sulla piattaforma di crowfunding www.gofundme.com alla pagina intitolata “Helping the man who saved my father” (Aiutiamo l’uomo che salvò mio padre), ci sono tutte le spiegazioni del caso che riguarda il diplomatico friulano. A ieri sera sono stati raccolti 19.068 dollari e nelle ultime ore sono stati registrati diversi donatori dal Friuli. L’obiettivo è di raggiungere la cifra di 60 mila dollari, somma necessaria per garantire un anno di cure a Picco in una struttura adatta alle sue attuali condizioni di salute.

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