«Anche sulla Fiera Fontanini non ha le idee chiare»

Le critiche di santoro (pd) e bertossi (prima udine) 

Il futuro dell’ente fiera di Udine scalda gli animi delle opposizioni, in Regione come in Comune.

Dopo l’annuncio che una parte dei padiglioni sarà destinata a ospitare attività scolastiche e artigianali, la consigliera regionale Mariagrazia Santoro (Pd) e il capogruppo di Prima Udine, Enrico Bertossi, ci tengono a intervenire sulla gestione della Fiera da parte della giunta Fontanini. «La mancanza di idee e strategie chiare da parte dell’amministrazione comunale, sommate a contraddizioni e pensieri ondivaghi, non faranno altro che aggravare la già complicata situazione della fiera – commenta Santoro –. Da importante strumento a servizio del mondo produttivo qual’era un tempo, l’ente fieristico si sta trasformando in un panino dove buttarci dentro di tutto. È ora che Fontanini dica che futuro vuole e agisca di conseguenza. Non è conciliabile l’atteggiamento fin’ora tenuto dal sindaco di abbandono e disinteresse sul futuro dell’ente, con una reale volontà di rilancio e quindi anche di un conseguente utilizzo degli spazi fieristici. Fino a ieri le azioni del Comune erano in vendita – ricorda Santoro – tanto da dover assistere a scomposti e imbarazzanti interventi di qualche assessore sempre pronto a utilizzare i canonici atteggiamenti della Lega: la denigrazione di chi sostiene tesi opposte alle loro. Ora la vendita si può sospendere, di fronte alla prima presunta soluzione messa sul tavolo. Per quell’area pensiamo che sia necessario capire cosa ne pensa la città e i rappresentanti delle categorie economiche, magari con un loro coinvolgimento diretto e con la presentazione di un’idea precisa su come investire i tre milioni di euro stanziati dalla Regione, affinché questi soldi possano aprire la strada a uno sviluppo futuro e non vengano invece buttati al vento con progetti estemporanei».


Santoro chiude così: «Alla Regione, anche se non socia della fiera, chiediamo di esercitare il ruolo di regia che le compete: più attenzione nei confronti delle peculiarità dei territori e una visione complessiva sulla promozione di un’area vasta, aspetto cruciale per creare un volano positivo per il tessuto economico e produttivo».

Duplice lo stato d’animo di Bertossi: «Le notizie su un nuovo piano di rilancio del compendio fieristico portano novità positive, ma anche preoccupazioni. Trovo giusto che, finalmente, il Comune abbia deciso di non defilarsi dal problema sospendendo la vendita della sua rilevante partecipazione societaria. D’altro canto, da quel che si è potuto intuire, si corre il serio rischio di decentrare in fiera delle attività scolastiche, formative ed economiche tipiche del tessuto cittadino, depauperandolo ulteriormente. Il futuro della fiera e quello del centro cittadino – chiude Bertossi – devono marciare di pari passo senza farsi concorrenza». —

A. C.

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