Maratona vaccini dentro l’ospedale Già immunizzati oltre 350 operatori

Una media di quattro appuntamenti ogni sei minuti  e l’infermiera Stefania fa da apripista alla campagna



Con una media di quattro appuntamenti ogni sei minuti, si è chiusa nel tardo pomeriggio di ieri la prima due giorni vaccinale dell’ospedale San Giovanni di Dio. In via Fatebenefratelli la “maratona” anti-Covid19 era iniziata mercoledì con l’inoculazione della prima dose a Stefania Marcolin, infermiera della direzione medico-ospedaliera. Alla presenza del vicegovernatore con delega alla Sanità Riccardo Riccardi, del sindaco Rodolfo Ziberna e dell’assessore comunale al Welfare Silvana Romano, oltre che dei media, dopo l’iniezione Marcolin ha subito alzato la mano e ha mostrato agli obiettivi di fotografi e operatori tv la “V di vittoria” sottolineando così, anche visivamente, che per sconfiggere la pandemia da coronavirus, c’è solo una strada possibile: quella della vaccinazione.


A Gorizia il piano prevede 192 vaccinazioni al giorno per due pomeriggi alla settimana; per il momento la risposta da parte del personale sanitario è stata buona e, come ha fatto sapere l’ufficio comunicazione di Asugi, l’adesione è buona anche per mercoledì e giovedì prossimi. Mercoledì solo un appuntamento è saltato, ma la dose non è andata comunque persa. A riceverla è stato uno degli operatori che ancora non erano stati vaccinati. Sempre per quanto riguarda mercoledì non risultano esserci state reazioni avverse.

In città la campagna di vaccinazione era stata già avviata alla Casa di riposo comunale “Angelo Culot” dove tutti gli aventi diritto avevano aderito all’iniziativa di prevenzione. La dose è stata inoculata complessivamente a 54 persone, ovvero ai 37 ospiti e ai 17 operatori che hanno dato il loro consenso. Ora l’attività di profilassi è cominciata anche all’ospedale di Gorizia, che si aggiunge agli altri punti già attivi in regione.

«A dimostrazione della sensibilità sul tema tra i sanitari delle strutture goriziane - aveva osservato l’assessore Riccardo Riccardi dopo le prime iniezioni - l’agenda per le vaccinazioni di questi due giorni è esaurita». Riccardi aveva quindi aggiunto: «Dobbiamo ringraziare i professionisti e il personale del Sistema sanitario regionale per aver saputo organizzare al meglio, all’interno dell’ospedale, le vaccinazioni anti Covid: un’operazione difficile e complicata, messa in atto dopo quasi un anno di emergenza. Questa è la dimostrazione che stiamo agendo bene e che dobbiamo guardare con fiducia a quella che è l’unica arma vera di contrasto al virus che in questo momento abbiamo: il vaccino».

Riccardi ha poi ricordato che il Friuli Venezia Giulia è una di quelle regioni che «ha vaccinato di più». La risposta del 74% all’interno del Servizio sanitario regionale è stata considerata «molto alta» considerato che per l’antinfluenzale lo scorso anno, nella stessa categoria, si era registrato il 14% di adesioni. «Adesso - ha aggiunto il vicegovernatore del Fvg -, è in corso un confronto con il Governo per la messa a punto della seconda fase, ovvero quella che riguarderà il mondo della disabilità e gli over 80. In particolare è in via di definizione il sistema per raggiungere e immunizzare le persone rientranti in questi due gruppi».

«Non è questo il momento dei dubbi», ha sottolineato il sindaco Ziberna. Assicurando che appena sarà possibile si vaccinerà anche lui, il primo cittadino ha invitato tutti a farlo quando arriverà il momento. Ziberna ha anche sottolineato l’importanza dell’attività di prevenzione «Più persone si vaccineranno, prima usciremo da questa emergenza. Nella seconda fase auspico che vengano aperti nuovi siti di vaccinazione». Al riguardo il sindaco ha ringraziato la Regione per aver supportato le richieste dalla città avanzate nei confronti del Commissario Arcuri affinché si potesse aprire un punto vaccini anche nel capoluogo isontino. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pancake di ceci con robiola e rucola

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi