Quella passione per il ballo e la musica che l'ha tenuto vivo fino a 93 anni: è morto Nilo Presacco, era positivo al Covid

BERTIOLO. Ha fatto ballare generazioni di appassionati del liscio, facendo sognare la meglio gioventù del dopoguerra.

Era nato per la musica Nilo Presacco, bertiolese noto come musicista in tutto il Friuli: perfino in casa di riposo (era ospite alla Zaffiro di Rivignano), a 90 anni passati, ascoltava i cd con le canzoni più belle. È stato il virus, contratto nella residenza assistenziale, a spegnere la sua esistenza, strappandolo solo in un paio di giorni agli affetti familiari e ai ricordi della lunga carriera di strumentista poliedrico, maestro, componente di tanti complessi musicali, perfino gestore di sale da cinema. Nel 1929, a 2 anni, Nilo venne con papà Guglielmo, mamma Iolanda Campanotto e la sorella Leda a Bertiolo: qui presero in gestione il Caffè Commercio, in centro. Già Elmo (come era conosciuto il padre) suonava in gruppo con amici. Nilo a 6 anni riuscì a mettere le mani sulla tastiera di una fisarmonica lasciata incustodita per suonare un motivetto in voga.


Elmo capì che il suo piccolo era dotato e lo iscrisse alla classe di clarinetto al Conservatorio di Udine (che raggiungeva in bici con grandi sacrifici) e lo portava a sentir suonare le bande militari. Non riuscì a diplomarsi Nilo, ma quel tanto gli bastò per avvicinarsi ad altri strumenti da autodidatta: oltre al clarinetto ha suonato il sassofono, la batteria per tornare al primo amore, la fisarmonica.

Nel ’52 Elmo aveva rilevato la gestione del cinema di Bertiolo aiutato da Iolanda e per cassiera dalla figlia Leda. Erano gli anni della rinascita economica e della rinnovata voglia di vivere dopo la guerra: c’era il ballo in ogni bar, dalla mazurka al boogie woogie, non mancava una proiezione cinematografica dove erano in voga film musicali e mode portate dagli americani. Nilo dal ’45 al ’51 suonava nelle migliori balere a Udine e Lignano (come ha raccontato alla ricercatrice e musicista compaesana Raffaella Beano, che l’aveva intervistato) con il sestetto “Nelly”, che si sciolse nel ’50 per confluire in altre formazioni, fra cui la “Grande orchestra jazz Città di Udine”.

Sempre più intensa in seguito l’attività, nell’insegnamento e nella formazione orchestrale a lui stesso intitolata, “Nilo Presacco”. Nel frattempo aggiunse alla gestione del cinema di Bertiolo quella di Talmassons, che continuò per 25 anni, mentre quella del Caffè Commercio si interruppe allorché morì la sorella Leda, a soli 31 anni. La moglie Luigina Rocco, maestra elementare, è mancata 4 anni fa. Nilo lascia nel dolore i figli Stefano di Lestizza (lavora all’Ipa di Pozzuolo e Leda (come la zia) che abita a Bertiolo ed è impiegata all’istituto Linussio a Codroipo.

«Abbiamo avuto la grazia di incontrarlo un’ultima volta nelle poche ore in cui alla Zaffiro è stata aperta la sala degli abbracci», racconta la figlia con rimpianto. Al cordoglio si unisce il sindaco di Bertiolo, Eleonora Viscardis. I funerali oggi alle 15 nella parrocchiale. —


 

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