Vaccinato il 2,14% della popolazione in Fvg, la regione è la terza migliore d’Italia

Effettuate oltre 25 mila iniezioni con oltre 34 mila adesioni. Quasi esaurite le agende per i posti disponibili di gennaio

UDINE. Il Friuli Venezia Giulia è una delle regioni d’Italia con la migliore performance vaccinale se considerata in proporzione al numero dei propri abitanti.



Fino a venerdì mattina infatti – con i numeri che sono ulteriormente migliorati nel corso della giornata – nel territorio regionale erano state effettuate 25 mila 903 inoculazioni di vaccino Pfizer-Biontech che hanno permesso di immunizzare, almeno per quanto riguarda la prima dose, il 2,14% della popolazione. Meglio, in questa particolarissima e ovviamente parziale classifica, hanno fatto solamente la Valle d’Aosta con il 2,30% e l’Emilia-Romagna con il 2,24%.

Il tutto tenendo anche in considerazione come la regione, a differenza di altre territori, abbia ottemperato al suggerimento del commissariamento nazionale di mantenere come forma di scorta il 30% delle dosi per assicurare la seconda iniezione a tutti coloro che hanno ottenuto la prima anche nel caso di rallentamenti delle consegne.

«In questa prima fase – ha spiegato l’assessore alla Salute Riccardo Riccardi – avevamo un duplice obiettivo e cioè ottenere un numero maggiore di dosi rispetto alla media della popolazione e assicurare la vaccinazione a tutti coloro che ne hanno diritto. Se togliamo dal paniere dei potenziali 56 mila beneficiari il personale sanitario, delle case di riposo e gli ospiti che sono stati contagiati gli aventi diritto sono circa 46 mila. Attualmente abbiamo superato le 34 mila prenotazioni a dimostrazione di un’adesione altissima e, rispetto al passato, inaspettata».



Grazie agli ulteriori vaccini in arrivo il 25 gennaio, il Friuli Venezia Giulia sarà in grado di immunizzare più o meno 35 mila persone – visto che parliamo di un totale di circa 70 mila dosi – cui si sommeranno altre 600 figlie delle mille e 200 – e non 2 mila come originariamente previsto – di Moderna in consegna in regione. Considerato, quindi, che le adesioni sono andate oltre il muro delle 34 mila unità, bene si capisce come le agende vaccinali, per gennaio, siano quasi esaurite. Il tema, quindi, adesso è legato alle forniture, ma certamente la notizia che Pfizer-Biontech ha intenzione di rallentare la consegna dei vaccini in Europa nelle prossime settimane non è positiva.



«Attendiamo notizie da Roma – ha proseguito Riccardi –. Le forniture, fino a questo momento, non hanno subito intoppi e ci sono state assicurate anche per la prossima settimana. Adesso vogliamo capire come proseguiremo la campagna a febbraio, a partire dagli over 80 e dalle persone con disabilità, e soprattutto quando il personale medico e infermieristico promesso dal Governo verrà destinato alla Regioni. Quanto a noi, invece, per i prossimi mesi sarà fondamentale anche il coinvolgimento delle farmacie e dei medici di base».

Tutto o quasi, in ogni caso, è legato alla quantità dei vaccini a disposizione. La vera rivoluzione, in questo senso, potrebbe essere legata all’autorizzazione da parte dell’Ema all’utilizzo del vaccino di AstraZeneca – visto che quello di Moderna è stato ordinato da Unione europea, e quindi Italia, con il contagocce – che, però, in una prima fase potrebbe riguardare soltanto gli under 55. «In quel caso ci adegueremo – ha chiosato il vicepresidente della Regione – senza patemi».


 

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