Coronavirus, la nuova mappa dell'Italia che torna in lockdown..Gli esperti del Governo: «Rischio di pandemia fuori controllo»

Si alza l’indice di contagio e da domani quasi tutto il Paese ripiomba in lockdown. Ma la mortalità decresce

ROMA. Da domani tre quarti del Paese in quarantena. E Lombardia, Alto Adige e Sicilia vanno addirittura in lockdown per tre settimane: finiscono, infatti, nella fascia rossa dove non si esce di casa se non per motivi strettamente necessari e i negozi restano chiusi, fatta eccezione per alimentari, farmacie ed esercizi che vendono altri beni di prima necessità.

I PARAMETRI. 

In fascia arancione, oltre a Veneto, Emilia-Romagna e Calabria che c’erano già, domani finiscono anche Abruzzo, Lazio, Marche, Liguria, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Puglia, Umbria e Valle d’Aosta. In tutto diventano così 12 le regioni che tingendosi di arancio chiudono tutto il giorno bar e ristoranti, oltre che pub, pasticcerie e gelaterie, e nelle quali non ci si può spostare dal proprio Comune, a meno che non si abiti in un centro con meno di 5mila abitanti. In tal caso si può superare il confine per 30 km, ma senza recarsi in capoluoghi di provincia o di regione. In realtà in fascia arancione, in base al monitoraggio settimanale presentato ieri dall’Iss, ci sarebbe rimasta anche la Sicilia, ma il governatore Nello Musumeci ha chiesto di piazzare la sua regione direttamente in fascia rossa.

A prendere per niente bene la collocazione in lockdown sono invece il governatore altoatesino Arno Kompatscher e quello lombardo Attilio Fontana, che annunciano ricorsi contro l’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza, il quale nient’altro ha fatto se non applicare il decreto in vigore: un Rt sopra 1,25 fa accendere il semaforo rosso. E il monitoraggio della settimana dal 4 al 10 gennaio fissa l’asticella lombarda addirittura a 1,4.

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In compagnia di altre 10 regioni, la Lombardia ha inoltre un rischio complessivo «alto», classificazione che scatta quando i 21 indicatori del monitoraggio segnalano che l’incidenza di contagi e l’Rt sono elevati, il contact tracing è saltato e gli ospedali sono in affanno.

I numeri del monitoraggio dicono, intanto, che la situazione è ancora critica in tutta Italia, anche se qualche segnale positivo c’è. Nella metà vuota del bicchiere c’è l’aumento dell’Rt nazionale da 1,03 a 1,09, così come risale leggermente anche l’incidenza settimanale dei casi su 100mila abitanti, che da 166 passa a 183 contagi. Numeri ben lontani dalla soglia di sicurezza che gli esperti collocano a 50, limite sotto cui il contact tracing torna a essere in grado di spegnere i nuovi focolai.

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Nella parte mezza piena del bicchiere c’è, invece, la lieve diminuzione dei casi «non riconducibili a catene di trasmissione nota», che significa avere in circolazione persone contagiose a loro insaputa. Gli ospedali restano in affanno, ma i ricoveri nelle terapie intensive si sono stabilizzati (sono 2.636 contro i 2.579 della settimana scorsa) e le regioni con un tasso di occupazione dei letti superiore alla soglia del 30% sono 12 (erano 13).

Detto questo, per i curatori del report anche questa settimana «si mantiene un livello di rischio alto di una pandemia non controllabile e non gestibile», tanto da far prevedere un «nuovo rapido aumento dei casi nelle prossime settimane qualora non venissero mantenute rigorosamente misure di mitigazione». Anche se nell’invitare a non mollare la presa il presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro, riconosce che «l’aumento contenuto dell’incidenza dei casi è frutto degli sforzi fatti in questi ultimi 15 giorni» e che «c’è una decrescita sia pur lenta della mortalità». Parole pronunciate mentre il bollettino quotidiano registra un calo dei decessi, che restano però tanti, 477, mentre i contagi calano da 17.246 a 16.146, rilevati da 273mila tamponi, più del doppio del giorno precedente. Questo perché da ieri si contano anche i tamponi rapidi. Che hanno fatto scendere il tasso di positività dal 10,7 al 5,9%. Per gli esperti un fatto meramente statistico che lascia buona parte del Paese in quarantena. 

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