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La mortalità rimane alta, le altre curve si abbassano: cosa dicono gli ultimi dati sulla pandemia in Fvg 

UDINE. Dopo un periodo di sofferenza con tutte le curve della pandemia in crescita, la settimana che si è appena chiusa presenta finalmente una leggera, ma evidente inversione di tendenza. Rimane alta e purtroppo ancora in crescita soltanto la mortalità. In questi ultimi sette giorni i decessi in Friuli Venezia Giulia sono stati infatti 194, contro i 191 della settimana precedente.

Scende però – e questa è una buona notizia – il totale settimanale dei nuovi positivi: 4.533 contro i 4.932 della settimana precedente nonostante i tamponi siano stati sensibilmente di più (50.161 contro 41.502). In diminuzione dunque anche la percentuale di positivi su test eseguiti.

«Stiamo finalmente raccogliendo i frutti delle restrizioni pesanti di fine anno, intendo in particolare quelle della zona rossa che ha sicuramente efficacia – spiega il professor Vincenzo Della Mea,docente di Informatica medica del dipartimento di Scienze matematiche, informatiche e fisiche dell’università degli studi di Udine – . Dopo un paio di settimane si cominciano ad avvertire gli effetti delle limitazioni. Bisogna invece attendere di più per avere risultati anche sul numero dei morti che infatti rimane ancora elevato».

Il miglioramento generale dell’andamento dell’epidemia (decessi a parte) era stato sottolineato pochi giorni fa anche dal presidente dell’Istituto superiore di sanità, l’udinese Silvio Brusaferro: «L’aumento contenuto dell’incidenza dei casi è frutto degli sforzi fatti in questi ultimi 15 giorni».

I dati comunicati giorno dopo giorno dall’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi ed elaborati in una serie di grafici dal professor Della Mea indicano anche che comincia leggermente a migliorare la situazione negli ospedali della regione.

Nelle terapie intensive si contano 63 ricoveri, mentre qualche giorno fa si era toccato il picco di 69 pazienti Covid. La percentuale di occupazione dei posti letto è quindi scesa in una settimana da 36,6 per cento a 36 per cento. In diminuzione anche i malati assistiti nelle aree mediche, che ora sono 677 mentre il 10 gennaio avevano raggiunto il picco di 703.

Anche nei pronto soccorso la situazione è cambiata: il picco di accessi è stato di 360 pazienti, mentre la settimana precedente si era registrato un afflusso massimo di 402 persone. 

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