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Un rider allerta i carabinieri: «Ho visto un orso che attraversava la strada mentre passavo con lo scooter»

L'orso Madi fu avvistato a Villesse nel 2015

GORIZIA. «Faccio il rider e consegno i pasti a domicilio. Ero in sella allo scooter e, a Peteano, ho visto un orso che attraversava la strada. Per poco, finivo a terra. Ho preso un grandissimo spavento. Sto dicendo la verità».

Questo il tenore di una telefonata ricevuta nei giorni scorsi dai carabinieri di Gradisca d’Isonzo. Era di sera. E il fattorino è rimasto scosso per quell’incontro ravvicinato. Ha accelerato ed è riuscito ad allontanarsi ma ha immediatamente chiamato i militari dell’Arma per raccontare loro la sua disavventura.

E i carabinieri non hanno sottovalutato la segnalazione, come spiega Barbara Salvo, comandante della Compagnia di Gradisca. «Sappiamo che non è improbabile trovarsi di fronte orsi in quella zona. Una gazzella ha raggiunto il luogo dell’avvistamento, lungo la strada che da Sagrado porta a Savogna d’Isonzo, ma del plantigrado non c’era più traccia.

Si muovono molto e non restano certamente in strada a lungo. Colgo l’occasione per dire a coloro che frequentano le zone del Carso di tenere, comunque, gli occhi aperti».

Esattamente un anno fa, era stato avvistato un altro orso sulla statale 55 del Vallone. E chi non ha la memoria corta ricorderà anche il caso dell’esemplare ripreso nel 2015 mentre attraversava il parcheggio del parco commerciale “Tiare shopping” a Villesse.

Tali avvistamenti, se creano sempre grande stupore fra i cittadini, non sorprendono gli addetti ai lavori. Stefano Filacorda, ricercatore e coordinatore degli studi sulla fauna selvatica dell’Università di Udine, ebbe modo di spiegare che una quota di orsi non va mai in letargo.

«Parliamo del 10-15% del totale, si tratta soprattutto di esemplari giovani intorno ai 3 anni. Possono vagare tutto l’inverno. Gli orsi seguono la dorsale carsica, che è abbastanza lineare. Arrivano da Divaccia fino da noi, poi c’è un effetto che possiamo chiamare “pallina da ping-pong”, cioè si spingono fino a dove capiscono che non c’è più il loro ambiente naturale e, a quel punto, tornano indietro.

Con questi giovani orsi in esplorazione problemi non ce ne sono. Sono piuttosto prudenti e schivi nei confronti dell’uomo. L’unico pericolo è legato a un eventuale investimento da parte di un’automobile di passaggio». —


 

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