In Friuli arrivano i tamponi rapidi di terza generazione: quindici minuti per l'esito. Come funzionano e dove si possono fare

Per processarli sono necessari appositi macchinari di dimensioni ridotte. Sono sovrapponibili ai test molecolari

PORDENONE. In arrivo i test rapidi antigenici di terza generazione. Sono molto più precisi rispetto a quelli di prima e seconda generazione e l’esito è quasi sovrapponibile a quello dei tamponi molecolari. L’Asfo acquisterà alcuni macchinari per processarli, mentre anche il privato si è mosso e c’è già chi da ieri li propone in provincia. All’inizio dell’epidemia c’era soltanto il tampone molecolare, poi c’è stato il sierologico, con l’individuazione degli anticorpi che indicano una malattia in corso oppure pregressa, e i test rapidi antigenici, di prima e seconda generazione, con un risultato in un quarto d’ora circa.

Questi ultimi, da quando sono stati introdotti, hanno accelerato molto gli screening, basti pensare al loro utilizzo in questi mesi nelle scuole oppure nei luoghi di lavoro. La tecnologia in questi mesi ha fatto passi in avanti e adesso sul mercato ci sono anche i tamponi rapidi di terza generazione. Sempre antigenici, sono effettuati con un prelievo nasale.

A differenza di quelli di prima e seconda generazione, chiamati “le saponette”, per essere processati questi test necessitano di una apposita apparecchiatura. È di dimensioni ridotte e si può interfacciare con un sistema software che consente una immediata refertazione. I test vengono inseriti nel macchinario che processa il campione e dà un risultato nel giro di 15-20 minuti.

Test che sono molto più sensibili e precisi rispetto ai normali antigenici, tanto che nell’ultima circolare del ministero della Salute “Aggiornamento della definizione di caso Covid-19 e strategie di testing” sono considerati quasi sovrapponibili al test molecolare, che rimane comunque la metologia regina per la diagnosi del Covid. Una piccola rivoluzione per quel che riguarda le tempistiche e il carico sui laboratori, che potranno essere sgravati da analisi.

L’Azienda sanitaria Friuli occidentale sta predisponendo l’acquisto di alcune attrezzature, a quanto pare cinque, per questo tipo di tamponi. Macchinari che sono trasportabili e quindi potranno essere utilizzati anche in strutture diverse da quelle ospedaliere. Si sono mossi anche i privati per l’acquisizione di questo tipo di tamponi. Al Policlinico San Giorgio si è già proceduto con l’acquisto della nuova tecnologia e si partirà a breve.

Al Centro di medicina di via della Ferriera a Pordenone da martedì 19 gennaio è possibile sottoporsi a questo tipo di tamponi e la clinica si rende disponibile a effettuarli anche in aziende, società sportive e altre realtà. L’altra decisione che comporterà una riduzione della pressione sui laboratori è quella che in caso di positività al test antigenico non sarà più necessario sottoposti al test molecolare, ma si andrà direttamente in quarantena.

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