Contenuto riservato agli abbonati

Quanto pesa la pandemia sulle casse della sanità regionale? Il conto da 80 milioni per il Friuli Venezia Giulia

UDINE. Manca la somma totale, ma stimare una cifra che si aggira attorno al miliardo di euro, non appare un azzardo. Parliamo dei “costi Covid” sopportati dalle Regioni a causa della pandemia. Ed è stato questo uno dei temi posti al tavolo della riunione della Commissione salute delle Regioni svoltasi mercoledì 20 gennaio e a cui ha partecipato il ministro Speranza.

«Si è trattato di un incontro atteso da tempo - spiega l’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi - utile a definire una serie di questioni che andranno affrontate per gettare le basi del prossimo Patto per la salute.

È stato condiviso un metodo, ovvero la scelta di costituire una serie di tavoli tecnici tematici per affrontare la questione della revisione della rete ospedaliera, le Residenze per anziani, il personale in sanità, la medicina territoriale e la medicina generale».

A questi si somma il problema dei costi sanitari legati all’emergenza Covid. «Le Regioni - prosegue infatti Riccardi - sono esposte per centinaia di milioni di euro, importi significativi senza la certezza dei quali diventa difficile anche fare programmazione».



La stima per il Friuli Venezia Giulia è tra i 60 e gli 80 milioni di euro, «una cifra che al momento non è statica - prosegue l’assessore - ed è anche inevitabilmente destinata ad aumentare», visto che l’emergenza sanitaria non si è certamente conclusa.

A comporre la cifra «sia i maggiori costi legati ad acquisto di dispositivi e apparecchiature, all’incremento di posti letto, all’assunzione di personale ecc., sia le minori entrate» legate alla riduzione di attività delle strutture sanitarie, praticamente ferme nella primavera dello scorso anno, ma ancora oggi non tornate a pieno regime.

«Si tratta di tante componenti che le regioni chiedono al governo di essere riconosciute dalla gestione commissariale - chiarisce l’assessore - e per questo - prosegue Riccardi - abbiamo chiesto l’apertura di un confronto con il Mef.

Rispetto al nuovo Patto per la salute, «il confronto tra Regioni e Governo servirà - sottolinea Riccardi - per condividere la direzione verso la quale si intende andare e per definire un quadro di riferimento che sia omogeneo.

Peraltro si tratta di un confronto avviato da tempo, poi “congelato” a causa della pandemia, e che ora riprenderà tenendo in considerazione tutto quanto è emerso in questi mesi, facendo tesoro dell’esperienza che stiamo vivendo».

Anche sul fronte vaccini. «Rispetto alla vaccinazione antinfluenzale - ricorda l’assessore - il sistema ha registrato delle difficoltà registrando una dotazione di questi farmaci in misura insufficiente a soddisfare la domanda; ora sta emergendo l’intenzione di procedere, probabilmente già da quest’anno, attraverso una gara unica nazionale.

In Fvg abbiamo raggiunto l’obiettivo ma questo comunque ci vede condividere un nuovo percorso per il futuro insieme alle altre regioni». Ed è un altro dei temi che saranno approfonditi nel corso dei tavoli tecnici. Che saranno attivati quando?

«Abbastanza rapidamente - conclude l’assessore -, dando priorità, mi auguro, al confronto sul capitale umano e le risorse chiarendo come ci si comporti coerentemente tra appartiene e chi no al fondo sanitario nazionale». —
 

Video del giorno

Egitto, per la prima volta l'arte contemporanea in mostra ai piedi delle Piramidi di Giza

Torta di grano saraceno con mirtilli e mele

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi