Alpinismo e Cai in lutto per Gianni Polo

Maratoneta e appassionato di viaggi in moto, aveva 71 anni. Era segretario della locale sezione del club che conta 800 soci

/ TOLMEZZO

Il mondo delle associazioni piange Gianni Polo, stimato segretario del Cai di Tolmezzo morto a 71 anni a causa di una malattia comparsa tre anni fa. Oltre a essere il segretario del Cai di Tolmezzo, che conta quasi 800 soci, era anche una spalla dell’asd Piani di Vâs di Rigolato.


Un apporto importante il suo a due realtà aggregative di spicco in Carnia. Domani alle 14.30 in duomo a Tolmezzo saranno celebrati i funerali. Gianni Polo lascia la moglie Maria Grazia e il figlio Luca. Era nato a Villa Santina e cresciuto a Tolmezzo, dove il padre Erasmo aveva una macelleria storica in via Roma. Geometra, da giovane aveva lavorato nella direzione lavori di una diga e di un porto in Nicaragua e Honduras. Era rientrato con la moglie a Tolmezzo e ha lavorato fino alla pensione all’ufficio tecnico dell’Iacp poi Ater dell’Alto Friuli.

«La sua perdita ci lascia un grande vuoto, fa male – commenta il presidente del Cai di Tolmezzo, Alessandro Benzoni – era un riferimento per noi, era nel gruppo escursionismo, collaborava nell’organizzare le escursioni, teneva le fila, sempre in prima linea per le feste della sezione e nella manutenzione, specie del rifugio Monte Sernio. Dava suggerimenti e idee, era una bella figura nel consiglio direttivo, faceva da collante, sempre col sorriso. Frequentava la montagna assiduamente. Uno dei suoi grandi desideri era fare lo spigolo nord ovest del Sernio. Non lo aveva fatto due anni fa con il gruppo rosa –aggiunge – perché era rimasto in rifugio a preparare la festa».

Federico Scalise, tesoriere del Cai, rammenta: «Avevamo un ottimo rapporto, era calmo, affidabile e scrupoloso, si accertava sempre che i sentieri fossero fattibili prima di indicarli». Amava correre, era entrato come socio con Flavio Fior, consigliere nel direttivo dell’asd Piani di Vâs (che conta una sessantina di atleti praticanti da Carnia e alto Friuli) nell’associazione: «Era il braccio operativo – ricorda –quando c’era da organizzare qualcosa, da Telethon per tante squadre della Carnia a molto altro, lui seguiva la parte burocratica e allo stesso modo c’era nel lavoro manuale, è stata una spalla in tutti i sensi. Abbiamo organizzato assieme tante gare e spesso vi partecipavamo perché lui fino alla fine ha corso, era un amatore vero. Ha corso a New York, Berlino. Lui non cercava i risultati con il cronometro, correre per lui era divertirsi. Era riservato, ma in gruppo era solare, amava la compagnia. Era l’organizzatore di tante uscite e un po’ il filosofo, il poeta del gruppo. L’ultima corsa assieme l’abbiamo fatta alla Panoramica delle Vette. L’assessore Francesco Martini esprime il cordoglio della comunità.

Il figlio Luca, militare, istruttore di sci e alpinismo, ricorda i momenti in montagna col padre e la capacità di mettersi in gioco: «Quando aveva 40 anni si è appassionato di viaggi in moto: è stato in Turchia, Spagna e Portogallo, in tutta l’Italia e fino a Capo Nord. A 50 si è scoperto maratoneta, ha fatto anche la maratona di Atene, di Berlino. Andava in montagna con gli amici e a 60 anni ha fatto un corso di scialpinismo. Il Cai era diventata un po’ la sua seconda famiglia. Anche coi Piani di Vâs c’era. Ha fatto l’amministratore di condominio. Lui mi ha trasmesso la precisione, la metodicità. Nonostante questa sua razionalità, mi ha sorpreso perché si è inventato motociclista a 40 anni, maratoneta a 50, a 60 scialpinista: questa sua capacità di trovare sempre nuovi stimoli dalla vita è una delle cose che porterò con me». —

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