Coronavirus, il Friuli Venezia Giulia tra le peggiori in Italia per mortalità: la regione è seconda per incidenza dei casi

UDINE. Il Friuli Venezia Giulia continua a mantenere il triste primato, tra le regioni italiane, per mortalità da Covid-19, rapportata a 100 mila residenti.

È in vetta anche per incidenza settimanale di nuovi casi, sempre ogni 100 mila abitanti, al 2° posto dietro a Bolzano. Ma è ai primi posti anche per numero di tamponi eseguiti. Sono alcuni dei dati contenuti nell’ultimo report di Altems, l’Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari dell’Università Cattolica, che ha raccolto e rielaborato le informazioni della Protezione civile nazionale, aggiornate al 18 gennaio scorso.

Incidenza

L’incidenza settimanale corrisponde al numero di nuovi casi emersi nell’ambito della popolazione regionale nell’intervallo di tempo considerato, ovvero 12-18 gennaio, prendendo a riferimento il valore massimo «che questa dimensione epidemiologica ha assunto in Italia: nei 7 giorni tra il 9 ed il 15 novembre 2020 i nuovi casi, a livello nazionale, sono stati 366 ogni 100.000 residenti - si legge nel rapporto -. La settimana appena trascorsa evidenzia un calo dell’incidenza settimanale, registrando un valore nazionale di 146 ogni 100 mila residenti». In Fvg questo valore è invece più che doppio: 304,92, mettendo la regione al secondo posto, dietro solo a Bolzano, 364,41. Gli attualmente positivi sono per fortuna in flessione, -233 nella settimana, seguendo il trend nazionale che vede -22 mila 981 casi.

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Negli ospedali
È un modesto +4 e attiene all’andamento degli ospedalizzati, in aumento in regione a fronte di un -920 nazionale, sempre nella settimana che va dal 12 al 18 gennaio. Per quel che riguarda gli ingressi in terapia intensiva, la regione è al terzo posto. Venendo alla pressione su questi reparti, con i 63 ricoverati alla data del 19 gennaio, il Fvg ha un tasso di saturazione al 36%, e altre 6 Regioni hanno valori più elevati; l’indicatore mostra una flessione rispetto alla settimana precedente.

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Senza l’operazione di potenziamento nel numero dei posti letto effettuato in primavera, il tasso di saturazione sarebbe oltre il 52,5%. Sempre secondo Altems, i ricoverati in questi reparti sono in numero maggiore di quello dei posti letto dedicati, il che significa che pazienti Covid occupano posti che dovrebbero essere destinati a pazienti non Covid nella misura del 6,6%. Il tasso di saturazione dei posti letto di area non critica (medicina generale, pneumologia e malattie infettive), al 53,25%, ben oltre il 40% della soglia indicata dal ministero della Salte, mette il Fvg al primo posto.

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Mortalità
Con un valore di 13,81 il Fvg mantiene il primo posto per mortalità grezza per Covid-19. «La mortalità grezza - spiegano da Altems - corrisponde al numero di pazienti deceduti nell’ambito della popolazione di riferimento nell’intervallo di tempo considerato. È stata individuata, come soglia di riferimento, il valore massimo che questa dimensione epidemiologica ha assunto in Italia: nei 7 giorni tra il 26 marzo ed il 1 aprile 2020 la mortalità grezza, a livello nazionale, è stata pari al 8,37%. Nell’ultima settimana, la mortalità grezza apparente, a livello nazionale, è pari al 4,59%». Il primato permane anche nell’analisi allargata a 30 giorni dove veniamo superati solo dalla Val d’Aosta.



Personale
Con 103 nuove assunzioni effettuate fino al 19 gennaio 2021, il Fvg è all’8° posto tra le regioni italiane per acquisizione, per l’appunto, di nuovo personale con specializzazione mediche legate all’emergenza Covid-19. Ci sono poi altri 51 ingressi non specificatamente correlati all’emergenza sanitaria (in tutto 154 ingressi, +6%) di cui 9 con contratti di libera professione, 11 con contratto a tempo determinato e 31 a tempo indeterminato.

In questo modo migliora anche il rapporto tra anestesisti e rianimatori e i posti letto di terapia intensiva, che evidenza però una variazione negativa rispetto all’era pre-Covid. Prima del decreto legge 34/2020 il Fvg poteva contare su una media di 2,8 rianimatori anestesisti per ogni posto letto intensivo. Alla data del 4 novembre questo numero era sceso a 2, per risalite al 19 gennaio a 2,2, con una differenza di -0,6 rispetto a inizio anno, ma superiore alla media nazionale che è di 1,6.

 

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