Contenuto riservato agli abbonati

Giornata della memoria, quando ricordare è un vaccino per non ripetere gli orrori del passato

Martha Nussbaum

Se il nazismo, ha costruito la propria azione sull’annientamento del rispecchiamento emotivo, se le ideologie della destra e della sinistra del secolo scorso hanno costruito il proprio potere e la propria potenza distruttiva di vite umane, sulla cancellazione dell’empatia, l’unica azione possibile è quella di allenarla attraverso l’arte, l’inchiesta giornalistica, lo studio, il cinema e il teatro per mettersi nei panni dell’altro

Cosa accadrà ancora, prima del 27 gennaio? Non è paradossale e inquietante che la Giornata della memoria si stia trasformando in terreno di scontro al punto di diventare veicolo del nuovo antisemitismo? Quante volte ancora “e le Foibe?”, paradigma della macabra competizione tra vittime, si sostituirà all’approfondimento e alla conoscenza della Storia?

La filosofa Martha Nussbaum autrice tra gli altri de L’intelligenza delle emozioni (Il Mulino) sostiene che una dote dell’essere cittadini è “l’immaginazione narrativa” che è la capacità di immaginare le storie di chi è diverso da noi, dote che richiede ad esempio l’esercizio della lettura.


Nel 2018 Alberto Angela, si allontana dal racconto delle bellezze dell’Italia per ricordare con una trasmissione dedicata, il...

Questo articolo è riservato a chi ha un abbonamento

Tutti i contenuti del sito

1€ al mese per 3 mesi poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Noi Messaggero Veneto la comunità dei lettori

Video del giorno

Robotic Systems sfida la Tesla

Insalata di gallina, radicchio, mandorle, melagrana e cipolla

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi