I ristoratori “ribelli” (e pluri-multati) al prefetto: «Non siamo sovversivi». Ma la Regione: «Le regole vanno rispettate»

Raccolte altre firme alla manifestazione delle “partite Iva”. L’assessore Bini: «Prima viene la sicurezza»

UDINE. Mentre il governo pensa a riaprire i ristoranti la sera da marzo, gli esercenti friulani “ribelli” che nelle scorse settimane, quando il Friuli era zona arancione, hanno aderito all’iniziativa #IoApro (incappando così in multe e chiusure) hanno scritto al prefetto di Udine, al questore e al presidente della Regione per chiedere «un incontro diretto e in presenza, non con delegati».



«Siamo ristoratori, albergatori, esercenti e operatori agrituristici – si legge nel documento – che da mesi sono costretti a rimanere inattivi. Così perdiamo certezze individuali e familiari e i nostri risparmi, accumulati faticosamente, si riducono. Gli investimenti fatti per adeguarsi al contesto emergenziale non sembrano essere serviti. In più dobbiamo subire ingiustamente la definizione di “sovversivi” solo perché esercitiamo il nostro diritto-dovere di cittadini osservando gli articoli della Costituzione che garantiscono il diritto al lavoro e al sostentamento economico per assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza dignitosa».



«Per adesso i sottoscrittori sono solo coloro che avevano aderito a #IoApro – spiega il titolare della Dimora del Bardo di Nimis, Adriano Cucchiaro –, ma sabato 6 febbraio in piazza, durante la manifestazione delle “partite Iva” in piazza Primo Maggio, promuoveremo un’ulteriore raccolta di firme. Poi attenderemo risposte da parte delle istituzioni».

A chiarire da subito la posizione della Regione è l’assessore alle Attività produttive Sergio Emidio Bini: «Sarò schietto, capisco che da circa un anno ci sono tanti lavoratori che stanno soffrendo. Ma se ci sono delle regole, quelle vanno rispettate. Non penso che chi formula protocolli e restrizioni lo faccia a cuor leggero, prima c’è la sicurezza. Se ci sono le condizioni per poter riaprire, noi siamo i primi a sostenere che determinate categorie hanno già patito troppo. Infatti si sta pensando per le zone gialle a una possibile riapertura serale. Per quanto riguarda possibili incontri – conclude l’assessore – io mi interfaccio costantemente con le associazioni di categoria che rappresentano il comparto».



«Proprio questa mattina – ha spiegato il prefetto vicario Gloria Allegretto – abbiamo ricevuto la lettera. Al momento posso solo dire che adesso il bene primario in gioco è la salute. Ora l’auspicio è che il piano dei vaccini porti a un miglioramento generale della situazione».


 

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