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Morta a 102 anni la maestra Bianca, la “nonna” di Cussignacco: aveva il Covid, stava aspettando il vaccino

UDINE. Per tutti era la maestra Palluello. Per i suoi allievi, ormai adulti, che continuavano a ricordarsi degli insegnamenti ricevuti. Per i suoi compaesani di Cussignacco di cui lei, superato il secolo d’età, era diventata la nonna per eccellenza.

Appassionata della sua professione lo era sempre stata Bianca Della Martina. Fin da giovane quando, terminati gli studi, era diventata insegnante unica alle elementari.

Se ne è andata giovedì, a 102 anni, alla casa di riposo Sant’Anna dopo aver contratto il Covid una settimana fa e in attesa di ricevere la prima dose del vaccino per la quale lei stessa aveva firmato il consenso a metà gennaio.


Lei in cattedra c’era stata per quasi quattro decenni. Prima nella Bassa friulana, poi nel Goriziano, a Codroipo, nel Manzanese e infine a Cussignacco. Una passione, quella per l’insegnamento, che l’ha animata per tutta la vita. Una maestra severa, esigente che amava i suoi alunni.

«Pretendeva molto dai suoi allievi – ricorda la nipote Sara Palluello, giornalista del Messaggero Veneto –, aveva un carattere molto forte ma con un cuore tenero e dolce».

Nata a Roma nel 1918, Bianca vive con la famiglia a San Giorgio di Nogaro. Poi il trasferimento a Udine con il marito Egidio Mario Palluello che sposa a 32 anni. Continua a insegnare Bianca, con l’entusiasmo che non l’abbandona mai, con dedizione quotidiana.

«Ricordava di non aver mai bacchettato nessuno – aggiunge Sara –, non era quello il metodo che usava per insegnare ai suoi allievi le nozioni. E infatti tanti di loro negli anni l’hanno ringraziata per l’educazione ricevuta». A seconda delle assegnazioni, Bianca si sposta da scuola a scuola insegnando, come facevano le maestre di un tempo, tutte le materie, compresa la ginnastica.

E lo fa sempre in bicicletta. Vent’anni sulle due ruote in giro per il Friuli lei, che poi ha guidato la macchina superati i 90, che non ha mai smesso di leggere, di cantare il “Va, Pensiero” e “La leggenda del Piave”, di cucire per tutta la famiglia, di condividere con le nipoti i proverbi custodi di una saggezza antica.

«È sempre stata una donna autonoma – prosegue Sara –, anche dopo la morte di suo marito nel 1979. Era una persona molto elegante e presente, un punto di riferimento per tutti noi».

È stato difficile non poterla abbracciare nell’ultimo anno. Doloroso vederla solo attraverso lo schermo di un tablet. Così c’erano le lettere diSara e della sorella Elisa a rassicurarla, a dimostrarle la loro vicinanza e il loro amore, quello che è capace di abbattere ogni distanza.

I funerali della maestra Bianca – che lascia il figlio Franco e la nuora Daniela – saranno celebrati lunedì 15 febbraio, alle 14, nella chiesa di Sant’Anna a Paparotti. A Sara e alla sua famiglia le condoglianze della redazione del Messaggero Veneto. —




 

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