Coronavirus, come si muove la pandemia in regione: tutte le curve in discesa, in Friuli siamo tornati ai valori di ottobre

UDINE. Tutte le curve del virus continuano a scendere, da quella che misura i nuovi positivi a quella che registra i ricoveri nei reparti ospedalieri. Il calo in Friuli Venezia Giulia sta avvenendo ormai da alcune settimane, tanto che i parametri sono tornati numericamente a un livello che si registrava a fine ottobre, quando la seconda ondata non si era ancora manifestata con tutta la sua forza e la situazione sembrava sotto controllo.
Negli ultimi sette giorni sono diminuiti anche i decessi, seppur restando a un livello ancora allarmante.
 
 

 
Tutto ciò è riassunto nelle parole del professore Vincenzo Della Mea, docente di Informatica medica del dipartimento di Scienze matematiche, informatiche e fisiche dell’università degli studi di Udine. «Il dato più importante – commenta il professore – è quello del calo progressivo dei pazienti Covid nei reparti di area medica degli ospedali della regione.
 


Sono ormai tre settimane che il dato sta scendendo: il 24 gennaio erano 685, per poi calare a 590 il 31 gennaio, quindi a 521 il 7 febbraio e infine a 414. Il numero è confortante se paragonato a quello peggiore di questa seconda fase: il 10 gennaio i reparti erano in sofferenza con 703 ricoverati. Restano però ancora molti i pazienti nelle terapie intensive, ossia 61. Anche questo numero dovrebbe diminuire come diretta conseguenza del minor numero di contagi e dunque di ammalati gravi. È anche calato il numero di nuovi ingressi nelle terapie intensive, sceso dai 42 del 7 febbraio ai 27 di quest’ultima settimana».
 

 
Continua a flettere anche la curva dei nuovi positivi, nonostante si siano effettuati più tamponi rispetto alla settimana precedente (50.465 contro 49.308) . La settimana ha contato 2.036 nuovi contagiati e il valore è in diminuzione ormai da cinque settimane. Il picco si è toccato nella settimana che si è chiusa il 22 novembre, con 5.721 contagi. I malati si sono dunque più che dimezzati.
 

 
Questo progressivo miglioramento è stato fotografato anche dalla Fondazione Gimbe, che dopo un lungo periodo di “confinamento” del Friuli Venezia Giulia nella fascia più a rischio dell’intera Italia, ha riportato il nostro territorio in una zona a minore pericolo di contagio.
 

Per quanto riguarda l’alta percentuale di decessi rispetto alla popolazione registrata in Fvg in questi ultimi mesi, c’è da segnalare un leggero miglioramento della situazione dato che ora la nostra regione sta rientrando in una posizione meno delicata.
 
 
Era dal 23 gennaio che in Fvg si registrava il più alto indice di mortalità d’Italia, pari in quel momento a 1,9 decessi ogni centomila abitanti. Il 3 febbraio il dato è addirittura salito a 2,12 per poi scendere rapidamente fino all’attuale 0,90. Questo ha fatto sì che da due giorni il triste primato in Italia sia condiviso dalla provincia autonoma di Bolzano (con 1,22 morti ogni centomila abitanti) e dall’Umbria (1,13).

Lattuga al forno con alici e olive

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi