Mangiare a scuola con il pasto da casa: ordinazioni vietate, ecco le nuove regole

UDINE. Pasto da casa? Dal primo marzo sarà possibile alla Valussi e alla Garzoni/Montessori. Il nuovo regolamento d'istituto del secondo comprensivo esclude le scuole dell'infanzia e si applica solo nelle scuole in cui il tempo mensa è parte del tempo scuola. 

Il percorso dei 17 genitori che hanno coinvolto un legale per ottenere che la scuola non si opponesse alla loro richiesta è giunto alla sua conclusione. Il Consiglio d’istituto ha formulato un regolamento per disciplinare il momento del pasto a scuola. Obiettivo del regolamento è tutelare l’aspetto educativo. Eventuali violazioni ripetute potranno portare alla revoca della concessione del pasto da casa.

Assoluto divieto è fatto alle consegne da parte di servizi di ristorazione esterna a scuola. No, insomma, all’ingresso a scuola di fattorini.

IL NUOVO REGOLAMENTO PUNTO PER PUNTO

  • Il bimbo arriva a scuola munito di pasto
  • Vietata la consegna di pasti da servizio di ristorazione esterno
  • Il cibo deve essere consumabile con solo cucchiaio e forchetta
  • Vietati i contenitori in vetro o metallo
  • I genitori forniscono tovagliette monouso
  • Vietati i coltelli (no anche ai coltelli di plastica)
  • Il pasto non potrà essere scaldato o refrigerato
  • I contenitori vanno contrassegnati con nome, cognome e classe del bimbo
  • I genitori si assumono la responsabilità su preparazione, trasporto e conservabilità dei cibi
  • Responsabilità dei bambini apparecchiare e sparecchiare
  • Adeguato apporto nutrizionale è responsabilità dei genitori


Il cibo che sarà introdotto nelle mense del secondo comprensivo dovrà provenire effettivamente dalle case dei singoli alunni: l’alunno ne dovrà essere munito al momento dell’ingresso a scuola. Sebbene il disciplinare non imponga prescrizioni riguardo alla formulazione nutrizionale dei pasti che saranno introdotti a scuola (rimanda solo alle linee guida regionali per la ristorazione scolastica), la tipologia di cibi è regimentato da considerazioni di natura pratica: non sarà possibile scaldare o refrigerare i pasti portati da casa, né tagliarli col coltello.

Per eliminare rischi di lesioni da taglio, infatti, coltellli – anche di plastica – non saranno ammessi. No anche a contenitori di vetro o in metallo per lo stesso motivo. I contenitori dovranno essere contraddistinti dal nome e cognome dell’alunno: spetterà agli insegnanti infatti vigilare che non ci siano scambi di cibo tra i bimbi. Tutto il necessario per il coperto sarà a carico delle famiglie, e i bambini dovranno apparecchiare e sparecchiare autonomamente il loro posto a tavola.

C’è tempo fino al 20 febbraio per inviare via mail un modulo alla scuola in cui ci si impegna ad accettare il regolamento e ad esonerare la scuola da responsabilità riguardo a contaminazioni degli alimenti portati da casa. Gli insegnanti referenti mensa dovranno essere informati a loro volta, e bisognerà anche disdire la partecipazione al servizio mensa.

Chi chiederà di avvalersi dell’auto-refezione, si impegnerà a farlo per l’intera durata dell’anno scolastico. Non sarà possibile scegliere di optare per la mensa in giornate o lassi di tempo particolari. Il basso gradimento da parte delle famiglie del servizio mensa potrebbe portare numeri importanti di genitori a scegliere di prendersi carico autonomamente del cibo che i loro figli consumano a scuola.

«Continueremo ad impegnarci affinché il servizio mensa sia un servizio di qualità. Credo fermamente nel fatto che il momento del pasto a scuola sia un momento di cruciale importanza educativa», commenta la dirigente del secondo comprensivo, Maria Elisabetta Giannuzzi. 

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