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L’Enel stacca la luce alla pizzeria, la rabbia dei titolari: non bastava il Covid, ci sentiamo presi in giro

La protesta dei gestori “da Mario” in Baldasseria Media: «Lavori adesso dopo che per messi siamo rimasti chiusi»

UDINE. Dopo i patemi provocati dalla pandemia e dalla permanenza prolungata in fascia rossa e arancione; dopo il dimezzamento del lavoro a causa della chiusura anticipata alle 18, ora ci si mette pure E-distribuzione.

La società ha annunciato il distacco dell’energia elettrica in diverse zone di Udine domenica 21 febbraio, dalle 8.30 alle 15.30, per interventi di manutenzione degli impianti.

Una scelta che ha fatto andare su tutte le furie i titolari della pizzeria e ristorante “da Mario” di via Baldasseria Media, che saranno costretti a dover rinunciare a una domenica di lavoro.

Una delle poche domeniche di lavoro. Probabilmente, visto l’andamento dei contagi nelle ultime ore, l’ultimo giorno utile prima di un ritorno in fascia arancione.



«Ci chiediamo come sia possibile una cosa del genere adesso e non qualche settimana fa quando eravamo chiusi – lamentano i due gestori del locale, Daniela Marotta e Mario Scagliola –. Ci siamo rivolti a E-distribuzione per chiedere spiegazioni, e ci è stato risposto che la comunicazione è stata data con largo anticipo per darci la possibilità di organizzarci con un generatore. Ovviamente a nostro carico. Pensavamo si trattasse di uno scherzo di Carnevale».

A essere interessate dai lavori di E-distribuzioni saranno anche le vie del Torso, Piutti, Mistruzzi, Canada, Susanna, Grassi, dei Carlini, Pradamano, Amalteo, Romans e viale Cavalcaselle.

«Per domenica avevamo già decine di prenotazioni – chiudono Marotta e Scagliola –. Un po’ di ossigeno dopo mesi di chiusura. E poi, cosa dovremmo direi ai nostri clienti?

Già è difficile avere a che fare con le restrizioni anti Covid, che hanno portato a una diminuzione del lavoro del 50%, ora ci si mette pure E-distribuzione. È una profonda mancanza di rispetto nei confronti di chi fatica ad arrivare a fine mese e che sta facendo di tutto per non chiudere».

Una rabbia, quella degli operatori economici, che sabato 20 febbraio, dalle 16 alle 18, sarà portata in piazza XX Settembre.

«Nel rispetto delle norme vigenti – spiegano gli organizzatori – ci riuniamo per onorare la nostra Costituzione, tanto vituperata da questo susseguirsi incalzante e irragionevole di ordinanze e Dpcm».

Interverranno l’avvocato Alessandra Devetag, l’attivista Ugo Rossi, il presidente di Comilva Claudio Simion, l’infettivologo Fabio Franchi e il segretario di M3V Luca Teodori, spiegando le ragioni del loro disaccordo con le politiche restrittive del governo.

L’evento è stato annunciato proprio nei giorni in cui decine di cittadini friulani stanno ricevendo a casa i verbali per aver cenato nei locali aderenti alla protesta IoAproFvg nelle scorse settimane.

Per chi è stato identificato, ad esempio, alla Ciaciarade di Udine o Alle Magnolie di Tavagnacco, sono giunte sanzioni da 840 euro (1.200 se non pagate entro cinque giorni) da parte della forza pubblica per il mancato rispetto delle norme anti Covid. —

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