Avviati i lavori per cambiare volto all’area della diga





Tra cantieri in fase di partenza e altri quasi conclusi, si preannuncia una stagione frizzante, sul fronte dei lavori pubblici a Erto e Casso. Di recente è stata adottata una variante al piano regolatore che consentirà la trasformazione dell’area della diga del Vajont: il primo lotto prevede spese per oltre mezzo milione di euro e la rimodulazione del sito che si affaccia sul piazzale di Sant’Antonio del Colomber. Saranno realizzati percorsi pedonali per una maggior sicurezza dei turisti, due punti di osservazione e dei parcheggi.

Poco sopra questo angolo di valle sorge un ristoro, costruito nel 1997 per fornire servizi agli escursionisti del Parco naturale delle Dolomiti friulane e ai tanti scalatori che frequentano la palestra di roccia de La Moliesa: la struttura, recentemente sistemata dopo i danni del maltempo del 2018, sarà presto oggetto di altri interventi. Il Comune ha infatti acquistato 30 metri di staccionata che andranno a sostituire quella originaria in legno, ormai deteriorata. Poi c’è la vecchia strada “postale” che attraversa la porzione più meridionale della valle, a picco sul lago del Vajont. La carreggiata necessita di un consolidamento in più punti, ma soprattutto in prossimità di cimitero, depuratore e imbocco con la regionale 251: l’ingegner Giovanni Maso di Sacile ha predisposto il progetto, mentre le aree di lavoro sono già state occupate da mezzi e maestranze. Per l’occasione sono stati rifatti due ponticelli della parallela ciclabile, parzialmente collassati. Al posto del legno si è optato per cemento e acciaio, più resistenti a intemperie ed escursioni termiche. Per questo lavoro il Comune ha impiegato 16 mila euro di fondi propri.

Altri mille euro sono andati ad aumentare il budget per il recupero degli antichi percorsi pedonali di Erto vecchia. In questo caso, la ditta che ha rivestito di porfido molte vie del centro storico è stata autorizzata a estendere il lavoro a un’altra porzione di abitato. Le risorse suppletive sono state garantite dal risparmio ottenuto in un precedente appalto, costato meno del previsto. Infine la sicurezza delle scuole dell’infanzia con un impianto di videosorveglianza finanziato dalla Regione. —



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