Le Regioni: sì a un lockdown simile a quello sperimentato a Natale, via le fasce a colori

UDINE. L’aumento dell’indice di contagio e il prossimo Dpcm (l’attuale scade il 5 marzo) sarà al centro del vertice dei presidenti delle Regioni che si terrà sabato 20 febbraio.

I governatori sono concordi nel chiedere misure omogenee e di superare la logica delle fasce a colori. Venerdì 19 il presidente dell’Emilia Romagna e della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, ha caldeggiato l’idea di restrizioni di «qualche settimana» e «omogenee» su tutto il territorio nazionale per rallentare la corsa del virus.

Non un lockdown totale, ma il modello potrebbe essere simile a quello sperimentato durante le vacanze di Natale. D’altra parte i parametri stanno peggiorando un po' in tutta Italia e le varianti del Covid iniziano a spaventare: l’Rt è passato da 0,95 a 0,99, sfiorando la soglia psicologica di 1.

Il Friuli Venezia Giulia, che può contare ancora su dati meno preoccupanti, è rimasto in fascia gialla. Ma sono passate in arancione Campania, Emilia-Romagna e Molise, che sono andate a raggiungere Abruzzo, Liguria, provincia autonoma di Trento e Toscana.

La provincia autonoma di Bolzano e l’Umbria, pur rientrando in fascia arancione, hanno predisposto zone rosse a livello regionale. Non sono le uniche, perchè all’interno dei territori sono state realizzate varie fasce rosse proprio per fermare la corsa delle varianti: dalle province di Pescara e Chieti ad alcuni Comuni del Piemonte e della Lombardia.

Dopo i confronti tra i governatori, la palla passerà al governo che dovrà decidere in primis se prorogare lo stop tra le regioni, in scadenza il 25 febbraio, al 5 marzo in modo da allinearlo con l’entrata in vigore del nuovo dpcm.

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