Contenuto riservato agli abbonati

Fiere, palestre e medici di base: ecco il piano per le vaccinazioni in Friuli Venezia Giulia

UDINE. Addio primule, benvenute strutture già esistenti e accordi con le associazioni di categoria. Il nuovo corso per le vaccinazioni che sta per essere inaugurato da Mario Draghi, e annunciato dal presidente del Consiglio nel suo discorso al Senato, sbarca anche in Friuli Venezia Giulia dove la Regione si sta attrezzando per individuare i siti più adatti per l’avvio di quelle vaccinazioni di massa che dovrebbero partire, in Italia, a partire dalla metà del prossimo mese quando il nostro Paese, come il resto d’Europa, avrà a disposizione anche il vaccino di Johnson&Johnson, sottoposto alla validazione dell’Ema giovedì 11 marzo.

Vaccini by Flavio Nanut

Gli incontri con gli ambiti

Draghi, come detto, vuole utilizzare tutte le strutture possibili per accelerare sul piano delle vaccinazioni con l’obiettivo di raggiungere quota 500 mila dosi al giorno in breve tempo.

Il ministero della Difesa è pronto a mettere a disposizione le caserme, in caso di necessità, ma è evidente come la logistica spetti alle Regioni.

Così, domenica 21, il vicepresidente Riccardo Riccardi ha incontrato (virtualmente) i sindaci degli ambiti che fanno riferimento al territorio dell’Azienda Giuliano Isontina e di quella del Friuli Occidentale.

In agenda, in realtà, c’erano anche i primi cittadini dell’Azienda Friuli Centrale, ma il vertice con il Governo – cui ha partecipato pure Massimiliano Fedriga e nel quale il neoministro Mariastella Gelmini ha presentato alle Regioni i contenuti del decreto legge anti-pandemia che verrà approvato lunedì 22 dal Consiglio dei ministri – ha fatto slittare l’incontro a mercoledì.

Cambia poco, in ogni caso, perchè la Regione pare avere le idee chiare su come muoversi. «Noi siamo pronti – conferma Riccardi –, ma siamo vincolati alle regole generali del Piano vaccinale, in mano a Governo e Parlamento, e alla fornitura del numero di dosi necessario al cambio di passo auspicato da tutti».

Per quanto riguarda le strutture, inoltre, sicuramente ci saranno i locali della Fiera di Udine e di quella di Pordenone oltre al Molo IV di Trieste. E se a Gorizia si cerca ancora la soluzione più adeguata, per quanto riguarda il resto del territorio l’intenzione è quella di puntare su palestre oppure palazzetti dello sport come già avviene, da tempo, all’estero.

Accordo con i medici di base

L’individuazione delle strutture ha un peso notevole nella campagna, ma molto dipenderà anche dal personale a disposizione.

Se il Friuli Venezia Giulia, nel dettaglio, attende il completamento dell’invio dei “rinforzi” promessi da Domenico Arcuri dopo la chiusura del bando nazionale per il reclutamento, un passo avanti notevole in ottica di velocizzazione degli iter riguarda i medici di base che Riccardi incontrerà oggi, ma con i quali, a livello nazionale, è stato trovato ieri un accordo quadro con il via libera al protocollo d’intesa che definisce la loro partecipazione alla campagna vaccinale anti-Covid.

L’accordo ha ottenuto l’adesione di tutti i sindacati, riguarda circa 35 mila camici bianchi in tutta Italia e 900 in Friuli Venezia Giulia. L’indicazione del Governo alle Regioni è che i dottori si occupino di effettuare, nei loro studi, oppure nei locali messi a disposizione dalle Aziende, le iniezioni con le fiale di AstraZeneca e – quando sarà – Johnson&Johnson, che non necessitano della catena del freddo per la loro conservazione e che attualmente sono riservate alla fascia 18-65 anni.

La scelta finale, in ogni caso, spetterà ai governatori, mentre è già stato deciso che ai medici di base andrà un rimborso di 6 euro e 16 centesimi a somministrazione come prevede la convenzione nazionale in vigore per inoculare il vaccino anti-influenzale.

Ora, la copertura di questi costi extra nelle Regioni ordinarie sarà a carico del Sistema sanitario nazionale, mentre in Friuli Venezia Giulia, al momento, si naviga ancora a vista.

«A tutela della salute dei cittadini e della tenuta economica del Servizio sanitario regionale – ha detto Massimiliano Fedriga – è importante che si concretizzino le rassicurazioni ricevute sull’assegnazione di fondi da parte del Governo alle Speciali per l’esecuzione dei vaccini da parte dei medici di medicina generale.

Se le dotazioni economiche per quest’azione, fondamentale per il contrasto del coronavirus, avvenissero soltanto attraverso un aumento della dotazione del Fondo sanitario nazionale si creerebbero danni e squilibri intollerabili nei confronti delle Regioni che non aderiscono a quel fondo, ma finanziano la sanità con risorse proprie».

La situazione

Per quanto riguarda la campagna vaccinale, infine, i dati del ministero della Salute dicono che – a sabato sera – in Friuli Venezia Giulia da fine dicembre sono state consegnate complessivamente – tra fiale Pfizer, Moderna e successivamente AstraZeneca – 116 mila 965 dosi di cui 90 mila 542 inoculate – compresi poco meno di 9 mila over 80 – e 54 mila prenotazioni in corso tra prima e seconda iniezione. —

 

Pancake di ceci con robiola e rucola

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi