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Furti con le ruspe, primi indizi sulla banda. Il questore: «Ora monitoriamo i cantieri»

La tecnica usata per i colpi di Porcia e Azzano Decimo rivela una buona conoscenza del mondo della movimentazione terra

Un fenomeno nuovo, che merita analisi ma prima di tutto prevenzione agendo alla base. È in quest’ottica che il questore di Pordenone, Marco Odorisisio, ha deciso di mappare e mettere sotto sorveglianza speciale i cantieri della Destra Tagliamento. Proprio su quelli, infatti, si basa la strategia della banda delle ruspe che negli ultimi giorni ha colpito diversi distributori in tutto il Nordest.

La tecnica, ormai, è consolidata: i ladri agiscono di notte e sventrano, di solito grazie a una ruspa, la colonnina di pagamento self service di un distributore di benzina. La caricano su un pick up, per poterla svuotare con calma una volta fuggiti.


Tanti danni, bottino di qualche centinaia di euro. Ne vale la pena? Evidentemente sì, visto che solo nella Destra Tagliamento hanno colpito due volte in pochi giorni: nella notte di mercoledì ci hanno provato a Sant’Antonio di Porcia (ma sono stati interrotti dalle Volanti) mentre venerdì hanno scelto Azzano Decimo, mettendo a segno il colpo. La stessa tecnica è stata usata anche in Veneto, nelle province di Treviso e Padova.



«È un fenomeno nuovo – osserva il questore – e va analizzato in una chiave di prevenzione. Partendo dal mezzo utilizzato: di solito una ruspa o un bobcat». Mezzi piuttosto comuni, usati nei cantieri. E proprio questi diventano quindi “sorvegliati speciali”. «Il distributore da colpire viene selezionato in base alla immediata disponibilità nelle vicinanze di un mezzo meccanico tipo ruspa – continua Odorisio – quindi abbiamo disposto una mappatura in provincia delle aree cantierizzate dove sono presenti questo tipo di mezzi».

Oltre ai cantieri, sono interessati anche i magazzini, come quello razziato venerdì prima del colpo di Azzano Decimo. «È necessario avere una situazione aggiornata di cosa è presente sul territorio» spiega il questore.

Ma oltre al modus operandi, gli indizi lasciati consentono anche di tracciare un profilo della banda. «Si potrebbe trattare di gruppi snelli – continua Odorisio – e si può ipotizzare che abbiamo una buona conoscenza del mondo della cantieristica. Sicuramente sanno guidare questi mezzi, caratteristica non comune a tutti. Forse sono persone che, in questo periodo di crisi, si sono reinventate in un’attività illecita».

Un “settore”, quello dei furti con la ruspa, che non sembra però molto redditizio: «il profitto illecito che si può ricavare da una colonnina di pagamento self service ammonta a qualche centinaia di euro, a fronte del quale, però, il titolare del distributore si trova costretto ad affrontare danni per migliaia di euro, per il ripristino della funzionalità degli erogatori di carburante» conclude il questore di Pordenone.



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