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I dati sulla pandemia in Fvg: abbattuta la curva dei contagi, calo del 64 per cento in 42 giorni

UDINE. Sei settimane di continuo calo. Le curve della pandemia stanno scendendo in Friuli Venezia Giulia ormai dal 10 gennaio e i risultati cominciano a essere concreti: sono stati abbattuti non soltanto i contagi, ma anche i ricoveri nelle aree mediche ospedaliere e i decessi (il cui bilancio resta sempre comunque sempre doloroso).
Vediamo cosa dicono i numeri.

Se nella settimana chiusa con domenica 10 gennaio nella nostra regione si registravano 4.932 nuovi contagi, ieri il bilancio degli ultimi sette giorni parlava di 1.815 nuovi positivi, con una diminuzione del 64 per cento circa. Nello stesso periodo i ricoveri di malati Covid nelle aree mediche sono scesi da 703 a 350, dunque dimezzandosi. I decessi erano 191, contro 71 dell’ultima settimana.

Grazie a questo nuovo scenario, abbiamo lasciato ad altri lo scomodo primato di regione con il maggior numero di morti rispetto alla popolazione. Il 12 febbraio il Fvg era ancora largamente in cima a questa graduatoria, con 1,4 decessi su centomila abitanti.

Da quel giorno però i numeri sono cambiati portando velocemente il Fvg in un’altra dimensione, sempre allarmante ma non così fuori controllo: ieri l’indice era di 0,65. E peggio di noi stanno altre regioni come l’Umbria (1,36 decessi ogni centomila abitanti), il Molise (0,98), la provincia autonoma di Bolzano (0,94), l’Emilia Romagna (0,71).

Questa discesa complessiva ha riportato i parametri del Friuli Venezia Giulia ai livelli di fine ottobre e sta tenendo la regione in zona gialla ormai da tre settimane. Nonostante il timore che proprio la zona gialla e la riapertura delle scuole potesse fare di nuovo impennare i contagi, stiamo invece assistendo a una tenuta, con l’abbassamento dei valori della pandemia.

Come mai? «Bisogna tenere conto di due cose – osserva il professor Vincenzo Della Mea, docente di Informatica medica del dipartimento di Scienze matematiche, informatiche e fisiche dell’università degli studi di Udine – , ossia che il Friuli Venezia Giulia era in ritardo rispetto alle altre regioni che già avevano abbassato i valori della pandemia e inoltre che comincia a farsi sentire l’effetto della campagna di vaccinazione.

Quest’ultima sta producendo risultati visibili soprattutto nelle strutture sanitarie dove a medici e personale è stata iniettata anche la seconda dose. Pure nelle case di riposo sono diminuiti i contagi grazie alle vaccinazioni».
La diminuzione delle curve si nota in tutti i grafici elaborati dal professor Della Mea e visibili alla pagina web https://mitel.dimi.uniud.it/covid-19-fvg/

«Bisogna ricordare che proprio gli ospedali e le Rsa erano stati i luoghi di maggior contagio, dove purtroppo si concentrava anche un alto numero di decessi – prosegue Della Mea – . Ora bisogna vedere cosa succede con la combinazione di alcuni fattori: la zona gialla, la riapertura delle scuole e l’introduzione dei vaccini. Finora i dati sembrano confortanti.

Si apre inoltre proprio in questi giorni un periodo che lo scorso anno portò all’esplosione dei contagi. Ora, però, arriviamo a marzo e aprile preparati: usiamo le mascherine, il distanziamento e le altre misure di prevenzione, compresa quella che deve restare rigorosa dell’igiene. Lo scorso anno prima di capire l’utilità della mascherina passarono fin troppi giorni».

Preoccupa in queste ultime ore l’impennata di contagi che si sta registrando in Veneto. Essendo una regione confinante si teme che il virus possa arrivare velocemente anche da noi. È probabile che la moltiplicazione dei casi sia dovuta almeno in parte all’incidenza delle nuove varianti del coronavirus, su cui anche la nostra regione in questi giorni sta svolgendo nuove analisi. —

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