Cashback, tutto quello che c'è da sapere sui primi accrediti: ecco cosa fare se non arrivano i rimborsi

Intanto il governo pensa al blocco del superbonus per arginare il fenomeno delle micro-transazioni

Cominciano a prendere forma gli effetti del Cashback di Natale sui conti correnti dei friulani (e, più in generale, degli italiani). A partire dal 18 febbraio infatti Consap, la società che si occupa di gestire i rimborsi per conto del Ministero dell’Economia e delle finanze, ha fatto partire i primi accrediti a favore di chi ha partecipato a dicembre al programma del governo Conte II che mira a favorire l’utilizzo dei metodi di pagamento elettronici, forma neppure troppo indiretta di lotta all’evasione fiscale.

In media, agli italiani che hanno aderito al Cashback, spetteranno poco più di 69 euro, ottenuti nel periodo sperimentale dell’iniziativa, tra l’8 e il 31 dicembre. Hanno maturato il diritto al rimborso di Natale i 2,3 milioni di connazionali che, iscritti alla piattaforma tramite IO, hanno effettuato il numero minimo di operazioni con pagamento elettronico (10) in un negozio fisico, per un controvalore pari al 10 per cento delle spese sostenute, fino a un massimo di 150 euro. "Finora abbiamo disposto 2.250.000 bonifici, per un totale di circa 156 milioni di euro su un totale di circa 220 milioni previsti da rimborsare per il cashback “natalizio”", spiegano da Consap.

Gli altri rimborsi saranno invece accreditati entro l’1 marzo, termine ultimo individuato dai regolamenti che stanno alle base del primo esperimento italiano di Cashback. Non tutto è andato per il verso giusto, considerato che soprattutto nei primi giorni dopo la partenza dell’iniziativa, subito dopo l’Immacolata migliaia di utenti regolarmente iscritti tramite l’app IO si sono visti “cancellare” dalla cronologia delle transazioni alcune operazioni.

In pochi giorni a Consap sono così arrivati più di un migliaio di reclami, che hanno costretto l’agenzia a mettere a punto nei tempi tecnici propri della pubblica amministrazione un portale on line dedicato proprio ai disguidi, con la spiegazione punto per punto di alcuni motivi degli inghippi.  PagoPa, che gestisce la app del cashback di Stato, aveva indicato in maniera chiara alcune cause dei disservizi alla base dei reclami: il consumatore in diversi casi non aveva verificato che anche i negozi in cui si effettua un acquisto con moneta digitale abbiano aderito al programma cashback. Grattacapi e sorprese anche per chi ha pagato con il circuito PagoBancomat il 18 e il 29 dicembre, giornate in cui si sono registrati problemi ai terminali che hanno tuttavia poi permesso di contabilizzare regolarmente le transazioni.  sono stati poi recuperati).

Chi ha maturato il diritto a ottenere il cashback non deve fare nulla, visto che il rimborso viene accreditato automaticamente sull’Iban indicato al momento dell’iscrizione nell’app IO, che peraltro consente di vedere in anticipo il saldo maturato.

Se la cifra rimborsata non corrisponde a quella riportata nella app o se a inizio marzo la somma non è stata ancora accreditata sul conto corrente è necessario aprire un reclamo con Consap, seguendo i passaggi indicati nel portale dedicato. Un sito che prevede una facile fase di registrazione, con nome, cognome e indirizzo email. Per i rimborsi del Cashback di Natale sarà possibile fare reclamo entro il 29 giugno (perché il 30 giugno termina il periodo del primo Cashback di Stato ordinario semestrale del 2021).

Alla domanda è necessario allegare “eventuale documentazione a sostegno della richiesta di rettifica del rimborso ricevuto, per esempio scontrini Pos, utili a consentire le verifiche del caso“. Consap ha poi 30 giorni di tempo per rispondere al reclamo.

Il reclamo andrà inoltrato invece a PagoPa se il problema riguarda l’assenza di transazioni: per farlo, si può utilizzare direttamente il servizio assistenza a cui si accede tramite l’app IO, cliccando sul punto interrogativo. Il form da compilare chiede anche di dimostrare di aver fatto il pagamento contestato, allegando a riprova della transazione anche una foto o il pdf dei movimenti della carta di credito.

Il super cashback da 1.500 euro è invece a rischio: il bonus pensato per premiare 100 mila utenti che maggiormente hanno utilizzato carte e app di pagamento potrebbe essere stoppato fino al prossimo mese di dicembre. Secondo un'ipotesi rilanciata nelle scorse ore infatti, il Ministero dell’Economia vorrebbe congelare il super bonus per trovare 

Cominciano a prendere forma gli effetti del Cashback di Natale sui conti correnti dei friulani (e, più in generale, degli italiani). A partire dal 18 febbraio infatti Consap, la società che si occupa di gestire i rimborsi per conto del Ministero dell’Economia e delle finanze, ha fatto partire i primi accrediti a favore di chi ha partecipato a dicembre al programma del governo Conte II che mira a favorire l’utilizzo dei metodi di pagamento elettronici, forma neppure troppo indiretta di lotta all’evasione fiscale.

In media, agli italiani che hanno aderito al Cashback, spetteranno poco più di 69 euro, ottenuti nel periodo sperimentale dell’iniziativa, tra l’8 e il 31 dicembre. Hanno maturato il diritto al rimborso di Natale i 2,3 milioni di connazionali che, iscritti alla piattaforma tramite IO, hanno effettuato il numero minimo di operazioni con pagamento elettronico (10) in un negozio fisico, per un controvalore pari al 10 per cento delle spese sostenute, fino a un massimo di 150 euro. Finora abbiamo disposto 2.250.000 bonifici, per un totale di circa 156 milioni di euro su un totale di circa 220 milioni previsti da rimborsare per il cashback “natalizio”.

Gli altri rimborsi saranno invece accreditati entro l’1 marzo, termine ultimo individuato dai regolamenti che stanno alle base del primo esperimento italiano di Cashback. Non tutto è andato per il verso giusto, considerato che soprattutto nei primi giorni dopo la partenza dell’iniziativa, subito dopo l’Immacolata migliaia di utenti regolarmente iscritti tramite l’app IO si sono visti “cancellare” dalla cronologia delle transazioni alcune operazioni.

In pochi giorni a Consap sono così arrivati più di un migliaio di reclami, che hanno costretto l’agenzia a mettere a punto nei tempi tecnici propri della pubblica amministrazione un portale on line dedicato proprio ai disguidi, con la spiegazione punto per punto di alcuni motivi degli inghippi.  PagoPa, che gestisce la app del cashback di Stato, aveva indicato in maniera chiara alcune cause dei disservizi alla base dei reclami: il consumatore in diversi casi non aveva verificato che anche i negozi in cui si effettua un acquisto con moneta digitale abbiano aderito al programma cashback.

Grattacapi e sorprese anche per chi ha pagato con il circuito PagoBancomat il 18 e il 29 dicembre, giornate in cui si sono registrati problemi ai terminali che hanno tuttavia poi permesso di contabilizzare regolarmente le transazioni.  sono stati poi recuperati).

Chi ha maturato il diritto a ottenere il cashback non deve fare nulla, visto che il rimborso viene accreditato automaticamente sull’Iban indicato al momento dell’iscrizione nell’app IO, che peraltro consente di vedere in anticipo il saldo maturato.

Se la cifra rimborsata non corrisponde a quella riportata nella app o se a inizio marzo la somma non è stata ancora accreditata sul conto corrente è necessario aprire un reclamo con Consap, seguendo i passaggi indicati nel portale dedicato. Un sito che prevede una facile fase di registrazione, con nome, cognome e indirizzo email. Per i rimborsi del Cashback di Natale sarà possibile fare reclamo entro il 29 giugno (perché il 30 giugno termina il periodo del primo Cashback di Stato ordinario semestrale del 2021).
Alla domanda è necessario allegare “eventuale documentazione a sostegno della richiesta di rettifica del rimborso ricevuto, per esempio scontrini Pos, utili a consentire le verifiche del caso“. Consap ha poi 30 giorni di tempo per rispondere al reclamo.

Il reclamo andrà inoltrato invece a PagoPa se il problema riguarda l’assenza di transazioni: per farlo, si può utilizzare direttamente il servizio assistenza a cui si accede tramite l’app IO, cliccando sul punto interrogativo. Il form da compilare chiede anche di dimostrare di aver fatto il pagamento contestato, allegando a riprova della transazione anche una foto o il pdf dei movimenti della carta di credito.

Il super cashback da 1.500 euro è invece a rischio: il bonus pensato per premiare 100mila utenti che maggiormente hanno utilizzato carte e app di pagamento potrebbe essere stoppato fino al prossimo mese di dicembre. Secondo un'ipotesi rilanciata nelle scorse ore infatti, il Ministero dell’Economia vorrebbe congelare il super bonus per trovare una soluzione al problema dei cosiddetti "furbetti del rimborso". Un modo per arginare il fenomeno delle microtransazioni, che hanno interessato in particolare i self service delle stazioni di rifornimento: per aumentare la possibilità di ottenere il super bonus e dunque incrementare il numero di transazioni c’è chi moltiplica i pagamenti, facendo ad esempio una decina di operazioni Pos per pagare un pieno di carburante.

Il cashback in versione ordinaria prevede poi un super premio che fa gola a tanti. Un modo per arginare il fenomeno delle microtransazioni, che hanno interessato in particolare i self service delle stazioni di rifornimento: per aumentare la possibilità di ottenere il super bonus e dunque incrementare il numero di transazioni c’è chi moltiplica i pagamenti, facendo ad esempio una decina di operazioni Pos per pagare un pieno di carburante.

 

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