Dai reparti alle eccellenze, il nuovo ospedale di Pordenone sarà pronto nel maggio 2023

Previsti 66 posti letto in più e una distribuzione migliore delle varie specialità. Il padiglione C congiungerà la struttura in costruzione e quella esistente

PORDENONE. Il nuovo ospedale di Pordenone aprirà a maggio 2023. I lavori procedono secondo cronoprogramma, la pandemia ha bloccato il cantiere per meno di due mesi, lo stato avanzamento dell’opera è al 60 per cento e sarà conclusa a maggio del prossimo anno. Il direttore generale dell’Azienda sanitaria Joseph Polimeni e l’assessore regionale alla sanità Riccardo Riccardi assieme ai tecnici ieri hanno fatto il punto, delineando le politiche della salute di un domani nemmeno tanto lontano.

«L’ospedale è una grande occasione – ha premesso il manager Asfo – parte di una rete molto più complessa». Un’opera da 205 milioni di euro e 50 stanziati dalla Regione per attrezzaggio e arredi, cominciata ad aprile 2017 la cui operatività è prevista tra due anni. Confermata, invece, l’attivazione della Cittadella della salute a settembre.


Il nuovo ospedale viene costruito monoblocco, quattro pettini, con sviluppo orizzontale. Al piano interrato troveranno posto medicina nucleare e senologia; al terra endoscopia, radiologia e diagnostica per immagini; al primo cardiologia, blocco operatorio e terapia intensiva; al secondo nefrologia, ostetricia e pediatria; al terzo chirurgia e pneumologia; al quarto degenze mediche «in superfici più compatte perché il personale di assistenza sia più vicino ai pazienti» e neurologia.

Nuovo ospedale di Pordenone: le immagini dall'alto girate con il drone



I posti letto passeranno da 522 a 588 (con un aumento, quindi, di 66 unità), di cui dieci per le terapie intensive, 24 subintensive, 442 “ordinari” e i restanti “tecnici”.

Quale sarà il destino dell’attuale ospedale? «Il padiglione C – ha spiegato Polimeni – costituirà il naturale completamento del nuovo nosocomio» con laboratorio di analisi, 20 letti di riabilitazione intensiva (finanziati con 9 milioni), centrale delle tecnologie, nonché area critica aggiuntiva per pandemia. Dalle slide si evince che non avranno più funzioni i padiglioni B, L, D, E, P e R, il cui destino non è stato ancora definitivamente deciso.

Il direttore generale si è soffermato anche sulle tecnologie e, in particolare, sulla risonanza magnetica: «Serve per attività programmate. L’attuale è saturata al 47 per cento: c’è spazio per una seconda, ma sarebbe opportuno fare queste scelte sulla base della saturazione». Come dire: una, con questi numeri, è ampiamente sufficiente.

La nuova struttura «sarà più chiara e con percorsi interni più brevi, avrà migliori spazi d’attesa, più comfort nelle stanze di degenza, tecnologia innovativa, differenziazione dei percorsi». L’organizzazione «metterà al centro l’utente, ottimizza la risposta assistenziale, ha maggiore privacy e continuità assistenziale».

Sebbene non direttamente di competenza, l’Asfo ha eseguito la progettazione esecutiva della viabilità di competenza del Comune ovvero la rotonda di vial Rotto e via Montereale, la riqualificazione delle due vie, l’eliminazione del semaforo antistante l’attuale ingresso principale, la bretella di collegamento tra via Ungaresca e la Pontebbana. Quanto ai parcheggi, a breve saranno potenziati (soprattutto gli stalli per i dipendenti) con l’avvio della Cittadella della salute.

Il riassunto di Joseph Polimeni: «Il cantiere del nuovo ospedale sta andando avanti ed è al 60 per cento. I prossimi due anni saranno strategici per dotare la comunità di un grande nosocomio».

L’assessore alla salute è partito dalla genesi dell’opera, «tralasciando l’infelice scelta del sito qua o là» evidenziando lo sforzo «della giunta Tondo che ha messo i soldi e dei manager aziendali che li hanno gestiti, sindaco e assessori di quel tempo e di oggi». I 50 milioni che mancavano per l’attrezzaggio «oggi ci sono», la Regione «ha pensato anche al Cro («che non è una struttura solo locale altrimenti avremmo buttato via i soldi») e alla viabilità a dimostrazione di ciò che pensa questa giunta della sanità pordenonese». Ha bollato come «inutili» tante polemiche di questi giorni, «anche se la campagna elettorale sarà ancora lunga».


 

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