Il rapimento, il conflitto a fuoco nella foresta: così sono stati uccisi in Congo l’ambasciatore italiano, il carabiniere di scorta e l’autista

ROMA. L'ambasciatore italiano Luca Attanasio, Vittorio Iacovacci e il loro autista sono morti nella Repubblica Democratica del Congo come conseguenza di un attacco al convoglio Onu, un attacco che si sarebbe dovuto concludere con un sequestro. 

L'ambasciatore ed il militare stavano viaggiando a bordo di una autovettura in un convoglio del World Food Programme. Il convoglio era stato autorizzato dal governo locale a muoversi senza scorta. L'ambasciatore è stato colpito «all'addome» ed è stato trasportato all'ospedale di Goma «in condizioni critiche». Lì è deceduto. Aveva 44 anni. Il militare ne aveva 30.



Media locali: l’ambasciatore era l’obiettivo di un sequestro
L'attacco al convoglio Onu nella Repubblica Democratica del Congo è avvenuto vicino alla città di Kanyamahoro intorno alle 10.15. L'attacco era parte di un tentativo di sequestro, secondo quanto reso noto dal Virunga National Park. Diversi gruppi armati operano nella zona di Virunga, al confine tra Congo, Ruanda e Uganda, nell'est del paese.

Il carabiniere ucciso aveva 30 anni
Vittorio Iacovacci, il carbiniere ucciso, aveva 30 anni ed era in servizio da settembre scorso all'Ambasciata italiana in Congo. Originario di Sonnino, in provincia di Latina, era effettivo al 13/mo Reggimento carabinieri Friuli Venezia Giulia, con sede a Gorizia. Aveva prestato servizio anche alla Folgore. A breve avrebbe concluso la sua missione nel paese Africano e sarebbe rientrato in Italia. Era fidanzato e stava programmando le nozze per questa estate. 

Fonti di intelligence raccontano la dinamica
Secondo fonti di intelligence, i sei componenti del commando hanno prima ucciso l'autista congolese e poi condotto il resto delle persone nella foresta circostante al luogo dell'agguato. A poche centinaia di metri si trovava una pattuglia dell'Istituto congolese per la conservazione della natura e anche un'unità dell'esercito congolese, giunti in soccorso dei rapiti. Ma quando sono intervenuti i rangers, gli aggressori hanno sparato al carabiniere e al diplomatico.
Secondo le stesse fonti, dietro l’attacco ci sarebbero le Forze democratiche ruandesi. Le autorità locali, per quanto l'identità degli assalitori non sia ancora conosciuta, sembrerebbero per il momento privilegiare la pista del Forze democratiche per la liberazione del Ruanda (Fdlr-Foca), principale gruppo residuo di ribelli ruandesi di etnia Hutu. E il governatore del Nord Kivu, Carly Nzanzu Kasivita, ha riferito che le indagini sono in corso, è stato interrogato uno dei sopravvissuti, il quale conferma che gli aggressori si sono parlati in kinyarwanda e hanno parlato con gli ostaggi in swahili.

Domani i Ros a Kinshasa per le indagini: affiancheranno gli inquirenti locali
Un team di investigatori del Ros, su delega della Procura di Roma, partirà domani alla volta di Kinshasa, capitale della Repubblica democratica del Congo, per affiancare gli investigatori locali nelle indagini. I pm di piazzale Clodio attenderanno, quindi, una prima informativa su quanto avvenuto. 

Il sindaco di Limbiate
«Non appena troveremo parole per descrivere il dolore che stiamo provando, organizzeremo una cerimonia per ricordare Luca. Il suo impegno, la sua passione, la sua umiltà. Un ragazzo con il cuore e la testa in Africa e a Limbiate, la sua città». Lo racconta commosso a LaPresse il sindaco Antonio Domenico Romeo di Limbiate, provincia di Monza e Brianza, paese d'origine di Attanasio.

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