«Un grande uomo, un servitore dello Stato»: la sede della Protezione civile di Udine dedicata a Giuseppe Zamberletti

L’intitolazione al commissario del governo che gestì la ricostruzione post sisma

UDINE. La sede della Protezione civile di Udine è dedicata a Giuseppe Zamberletti. «Un grande uomo, un servitore dello Stato esemplare, a cui dobbiamo la nascita delle squadre comunali di Protezione civile sul territorio». Le parole sono quelle del sindaco Pietro Fontanini, che assieme al vicepresidente della Regione Fvg, Riccardo Riccardi, all’assessore comunale Alessandro Ciani, al consigliere Andrea Cunta, al direttore regionale della Pc Amedeo Aristei e al capogruppo Graziano Mestroni, ha preso parte alla breve cerimonia organizzata nella sede di piazzale Unità d’Italia.



Presente anche una rappresentanza dei volontari udinesi della Pc (in tutto sono un centinaio quelli attivi in città). «Udine ricorda Zamberletti – ha aggiunto il sindaco – ma anche il trentesimo di fondazione della squadra comunale. Volontari sempre pronti a mettersi a disposizione della comunità, nel caso di terremoti, alluvioni ma anche di pandemie, come accaduto nell’ultimo anno.

La nostra Protezione civile è stata fondamentale per far fronte all’emergenza, prima con la distribuzione delle mascherine alla cittadinanza, poi con la consegna di derrate alimentari o di medicinali alle persone più fragili». L’idea di dedicare a Zamberletti la sede nasce da una mozione presentata in consiglio comunale (poi approvata all’unanimità) da Cunta, che ieri ha ringraziato i volontari «per il tempo dedicato alla comunità cittadina e per la disponibilità a intervenire in ogni momento».

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Il vicegovernatore Riccardi si è voluto soffermare sul «testamento morale e culturale» di Zamberletti, scomparso nel 2019, ma rimasto nella memoria di tutti i friulani per aver gestito le fasi della ricostruzione post terremoto del 1976 come commissario del governo. «Voglio ricordare due suoi insegnamenti preziosi che riguardano l’importanza della prevenzione e l’intuizione della Protezione civile europea ottenuta grazie al suo lavoro – ha detto Riccardi –. Zamberletti ci ha istruito sul fatto che il sistema non può pensare di organizzarsi solo sulle catastrofi naturali. Se non avessimo avuto una Protezione civile in grado di adattarsi dal punto di vista organizzativo anche a emergenze diverse, avremmo fronteggiato la pandemia con più difficoltà».

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La targa con la dedica a Zamberletti, “il padre della Protezione civile”, resterà in piazzale Unità d’Italia finché non sarà realizzata la nuova sede, che potrebbe trovare posto o in via del Partidor o in via Popone. «La Regione ha già concesso una prima tranche di finanziamento per realizzare una struttura più moderna per far fronte ancora meglio alle diverse emergenze», ha chiuso Fontanini.

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