Agguato all'ambasciatore in Congo, morto un carabiniere di stanza a Gorizia

GORIZIA. Aveva 30 anni il carabiniere Vittorio Iacovacci, il carabiniere in servizio presso l’ambasciata italiana in Repubblica democratica del Congo ucciso, lunedì 22 febbraio, in un attacco armato avvenuto tra Goma e Bukaku costato la vita anche all’ambasciatore Luca Attanasio mentre viaggiavano su una vettura che faceva parte di un convoglio della Monusco, la missione dell’Onu per la stabilizzazione del Paese africano.

Il militare era di Sonnino (Latina), dove la sua famiglia d’origine vive. Non era sposato nè aveva figli. Era in servizio dallo scorso settembre presso l’ambasciata italiana ed era in forza al 13 reggimento Friuli Venezia Giulia, a Gorizia, che fa parte della seconda Brigata mobile dell’Arma dei carabinieri, un nucleo di elite con proiezione operativa all’estero che in passato ha pagato un alto prezzo in vite umane, visto che tra le vittime nell’attentato di Nassiriya e negli agguati in Afghanistan ad opera dei talebani ci sono stati carabinieri di quella Brigata.

Iacovacci aveva fatto un corso di addetto ai servizi di protezione e si occupava della tutela dell’ambasciatore.

Dalla sede del Reggimento non è stata per ora rilasciata alcuna dichiarazione. Il comandante non è in sede ed è in stretto contatto con il Comando generale dell'Arma, le autorità diplomatiche e i familiari dello scomparso. Grande dolore è stato espresso dai commilitoni che non hanno voluto aggiungere altri commenti nel rispetto dei congiunti che da poco sono stati avvisati della tragedia.

"Un gravissimo attacco contro persone che operano nel mondo in favore della pace. Esprimiamo le nostre più sentite condoglianze alle famiglie dell'ambasciatore italiano Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci che faceva parte del 13° Reggimento Carabinieri Friuli Venezia Giulia di stanza a Gorizia. Tutta la nostra comunità piange oggi i due italiani rimasti uccisi durante un attacco a un convoglio delle Nazioni Unite nell'est del Congo".

Queste le parole di cordoglio espresse dal governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, alla notizia del grave fatto di sangue.

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