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Addio a Lieto Mazzolini, talent scout delle promesse del calcio in Carnia

Il 68enne fu dirigente di Fusca e Lauco, allenatore dell’Uc e per primo fece giocare due ragazze nel Campionato carnico

TOLMEZZO. Attorniato da un nugolo di ragazzini a cui sapeva come pochi infondere divertendosi passione e tecnica nel calcio: rimarrà così nel ricordo di tutti, nella capacità di tenere vicini i giovani e trasmettere loro i valori più alti dello sport e della vita, Lieto Mazzolini morto a 68 anni martedì all’ospedale di Tolmezzo per l’aggravarsi di problemi di salute di cui soffriva da anni. Era uno dei più apprezzati dirigenti nelle squadre del Tolmezzo, Lauco e Fusca e talent scout delle promesse del calcio in Carnia. Seguì soprattutto il settore giovanile.

Nato a Buttea di Lauco, Lieto risiedeva a Tolmezzo dal 1961. I primi calci al pallone li diede alla Virtus Tolmezzo nei giovanili. «Come me – racconta la sorella minore Amelia – non ha avuto giochi da bambino. Papà doveva costruire la casa e darci un futuro. Lieto non ha potuto andare a scuola, anche se i maestri dicevano che era bravo. Così ha cominciato a fare il muratore con papà. Anche grazie a lui ho potuto studiare e diventare infermiera. Lieto allora aveva solo il calcio: abitavamo davanti al campo sportivo e i suoi momenti di svago erano quelli. La mamma lo sgridava perché consumava le scarpe e usava la macchina di papà per portare i ragazzi. Lui ha fatto tutto col cuore. Era contento in tuta da ginnastica. Ha dato tanto a un’infinità di ragazzi».


Lieto Mazzolini sposò la sua amata Daniela e lavoro, famiglia e calcio furono i suoi capisaldi. «È stato un padre affettuoso, buono – lo piange Nadia – di esempio». Fu dirigente nel Fusca (che vide nascere) negli anni Ottanta, nel Lauco vicepresidente e allenatore nel settore giovanile e nell’Unione Calcio Tolmezzo dirigente. Ubaldo Piazza, ex presidente del Lauco, ne rammenta la straordinaria capacità di motivare i ragazzini e le vittorie. «Per lui – spiega il figlio Valentino – il calcio era divertimento e lo trasmetteva». Lieto fu anche il primo a includere in una squadra del Campionato carnico, il Lauco, due ragazze, che poi approdarono pure a livelli superiori. Tanti in Carnia si appassionarono al calcio grazie a lui. Molti, ragazzini dal 1975 al 1993, ieri hanno contattato la famiglia. Dario Zearo fu presidente dell’Uc Tolmezzo dal 1994 al 2004 con al suo fianco Lieto come responsabile del settore giovanile e allenatore: «Era un punto di riferimento –ricorda – si intendeva molto di calcio. Era un vero scopritore di giovani talenti, aveva acume nel capire se un giovane era portato. Col suo modo di fare conquistava la simpatia dei ragazzi, sapeva tenerli vicini. E noi siamo rimasti amici».

Lieto ha sempre lavorato in edilizia prima col padre di cui poi rilevò l’impresa, in seguito con la Nagostinis. Amava il suo mestiere e l’intaglio del legno. Dopo la pensione trascorreva molti mesi nello stavolo in Curiedi e dava una mano al campo di calcio e alla struttura ricreativa. Le panche esterne le aveva fatte lui in larice. Vicinanza alla famiglia viene espressa dall’assessore Francesco Martini, dal Fusca e dal Tolmezzo Carnia. Lascia la moglie Daniela, i figli Valentino e Nadia e le sorelle Amelia e Armida. I funerali oggi alle 10 in duomo. —

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