Compensi Mtf al presidente del consiglio regionale Zanin: ora la parola passerà al tribunale

La società che raccoglie i rifiuti intenzionata a procedere per la mancata restituzione delle somme

UDINE. Sarà del tribunale l’ultima parola sulla querelle relativa ai compensi percepiti da Piero Mauro Zanin in veste di ex direttore generale di Mtf srl, azienda a capitale pubblico, detenuta al 99% da Ambiente servizi e all’1% dal Comune di Lignano dove si occupa della raccolta e dello spazzamento rifiuti, società presiedute da Isaia Gasparotto.

Andate disattese le richieste di restituzione delle somme percepite da Zanin tra il 2017 e il 2019, il consiglio di amministrazione della società, riunito lo scorso 23 febbraio, ha dato mandato al presidente (con l’astensione della consigliera nominata dal Comune balneare) di incaricare lo studio associato dell’avvocato De Tina di Udine perché proceda con il recupero giudiziale. Lo ha comunicato ieri con un comunicato stampa.


«Loro dicono che il contratto non è valido e mi chiedono indietro i soldi. Io invece dico, confortato dai miei legali sulla validità del contratto, che ho svolto una prestazione di lavoro e che il lavoro va sempre pagato. Forte di questa convinzione – ha ribattuto a distanza il presidente del consiglio regionale, di rientro da Roma in ambulanza perché risultato positivo al Covid – sono pronto ad andare in tribunale. È ora di mettere la parola fine a questa vicenda».

Dello stesso avviso il sindaco di Lignano, Luca Fanotto, che anzitutto bacchetta Mtf per la scelta, irrituale, di diramare «un comunicato su una questione di rilevanza meramente interna. La trovo una vergogna – ha esordito ieri –. Parliamo di una società che eroga un servizio e in questi miei 10 anni da sindaco è la prima volta che assisto a una cosa simile, solo perché Zanin è presidente del consiglio regionale». Ancora Fanotto: «Il presidente di Mtf si è impuntato sulla necessità di recuperare le indennità che Zanin ha percepito per il suo lavoro. Vedremo cosa dirà la magistratura. Io non mi sento di dire che bisogna recuperare somme da chi ha lavorato. Richiamo piuttosto Mtf a concentrarsi sul servizio e a garantirne il miglioramento in vista della stagione estiva».

Nella nota diffusa ieri, la società precisa dal canto suo che in assemblea dei soci, il comune di Lignano aveva espresso voto favorevole alla nomina di Zanin in qualità di amministratore unico e direttore generale “senza la prevista selezione”, che i due ruoli erano stati ricoperti contemporaneamente da Zanin tra il 01/01/2017 ed il 31/07/2019 e ancora che in veste di Dg, «ruolo quest’ultimo auto-conferitosi», l’ex sindaco di Talmassons aveva percepito «circa 140.000 euro a titolo di retribuzione-benefits e circa 140.000 euro per oneri verso istituti obbligatori, quali Inps, Inail e Agenzia delle entrate, in totale carenza – si legge ancora nella nota di Mtf – dei requisiti essenziali previsti dall’articolo 2094 del Codice civile, non esistendo rapporto di subordinazione tra le due figure». —

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