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Tolmezzo, la Chimica carnica verrà demolita per fare spazio a un nuovo polo artigianale: il progetto e i tempi di lavoro

TOLMEZZO. La storica sede della società Chimica carnica, una delle prime aziende che si insediarono nell’area industriale tolmezzina a partire dagli anni Sessanta, sarà demolita per dar vita a un nuovo polo artigianale. A dar vita al progetto di rigenerazione è stata l’acquisizione da parte del consorzio Carnia industrial park dello stabilimento dismesso. Il rogito è stato sottoscritto nei giorni scorsi dall’imprenditore ultranovantenne Antonio Corbellini. Direttore di una conceria a Santa Croce sull’Arno in Toscana, per avviare il progetto Corbellini tornò nella natia Carnia. L’azienda chimica divenne il principale fornitore di materia prima per le cartiere del territorio. Nel 2004, dopo alcuni anni di inattività, la società finì in liquidazione, ma la famiglia Corbellini ha continuato a risiedere al piano dell’edificio dedicato alla propria abitazione fino ad alcuni anni fa.

Il sito dismesso, considerata l’area scoperta di pertinenza, si estende per circa 12.000 mq nel cuore della zona industriale tolmezzina e dispone di un agevole accesso dalle principali strade di collegamento. Il piano industriale del Consorzio prevede sull’area un importante progetto di rigenerazione, successivo alla demolizione dell’edificio esistente, per la realizzazione di un nuovo polo artigianale. Il progetto, in fase di studio di pre-fattibilità, informa direttore Danilo Farinelli , prevede la realizzazione di una struttura modulare di circa 5.000 mq suddivisi in otto spazi produttivi indipendenti, dotati di accessi autonomi, aree verdi e zone parcheggio dedicate per l’insediamento o l’ampliamento di imprese manifatturiere o artigiane. Si tratta di un’iniziativa, fa notare il direttore, «in sintonia con la legge Sviluppo impresa, voluta dall’assessore Bini e recentemente approvata all’unanimità dal consiglio regionale Fvg». Un capitolo importante della legge è riservato all’intervento dei consorzi e dei privati sui siti produttivi inutilizzati, dismessi e degradati. Una legge di grande impatto economico, che consentirà al Consorzio di accedere a una quota delle risorse necessarie alla realizzazione del progetto.


«Il progetto è stato avviato con il precedente cda – spiega Farinelli – con la stipula del contratto preliminare, confermata dal nuovo Cda nel piano industriale, che ci porterà entro i prossimi due anni a mettere a disposizione, spazi modernamente attrezzati in risposta al fabbisogno espresso da numerose imprese».

Un nuovo intervento volto alla rigenerazione dei siti industriali dismessi, dopo quelli che ormai sono in fase di completamento sulle aree ex Filipuzzi ed ex Nigris. Interventi, fa notare il direttore, progettati «con una particolare attenzione al decoro urbanistico, all’ambiente e allo sviluppo economico». —

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